venerdì 27 marzo 2020

UNA FIABA PER NOI (#IO RESTO A CASA ... MA FACCIO I COMPITI!)

Ecco una piccola fiaba per grandi e piccini scritta da un nostro giovane studente …

IL MALCONTENTO CORONAVIRUS

Tanto tempo fa, in un luogo molto, molto, lontano era il primo giorno di scuola; tutti i bambini
entrarono nelle proprie aule: erano contentissimi di conosce le proprie maestre e di farsi nuovi
amichetti, tutti contenti tranne uno, si chiama Coronavirus.
Tutti i bimbi durante la ricreazione uscirono in cortile a giocare, ma Coronavirus se ne stava solo
soletto seduto su una panchina.
Allora arrivò vicino a lui un bimbo di nome Cinesino che si sedette affianco a lui.
Dopo alcuni giorni diventarono finalmente migliori amici; uscivano sempre insieme, si ritrovavano a
mangiare e a dormire a casa l'uno dall'altro, facevano i compiti insieme; tutto andava bene fino a
quando un giorno successe qualcosa di sconvolgente.
Cinesino venne preso in giro a causa del suo nuovo amichetto che aveva un aspetto strano:
indossava sempre uno strano cappello fatto a Corona con tanti campanellini sulle punte della
corona. Allora il bambino cinesino decise di togliersi la vita.
Quando Coronavirus venne a sapere questo, si infuriò con tutto il mondo, allora lui insieme alla
sua enorme famiglia andò in giro per il mondo ad infettare con una terribile malattia respiratoria
tutte quelle persone che camminavano per strada con i propri amici.
Da allora tutti cominciarono a temere enormemente Coronavirus perché ogni volta che
semplicemente vedeva persone fuori dalle proprie case, lui le aggrediva e le infettava.
L'unico modo per tenere a bada Coronavirus era non avere contatti con le persone.
Tutto questo era tristissimo: tutti soli in casa, per mesi e mesi.
Ma questo sarebbe servito per isolare il cattivo e vincere.
Virus e la sua famiglia si resero conto del male che stavano facendo e vedendo tanta tristezza
pensarono che non era giusto il loro comportamento… l’amore deve essere tra tutti. Loro con una
bacchetta magica sparsero una polverina su tutto il mondo…il sole splendeva nel cielo, i fiori
sbocciavano e un’aria di felicità cominciò a prevalere…
I bambini per primi e gli adulti poi ricominciarono ad uscire a stare di nuovo insieme. L’amore
trionfò!
Da quel momento fino ad oggi però tutti fanno attenzione alle persone che frequentano, ma vissero
tutti felici e contenti.

Corrado Gabriele
1 moda
(con la collaborazione della prof.ssa Federica Cotta)

giovedì 26 marzo 2020

ECONOMIA DELLA CIAMBELLA (#io resto a casa...Ma faccio i compiti!)




Prosegue la pubblicazione dei lavori più originali con i quali si stanno cimentando i nostri ragazzi in questo periodo di DAD (acronimo di Didattica A Distanza, ormai lo sappiamo Bene!)
Oggi condividiamo alcuni lavori svolti dagli alunni della IV RIM per la prof.ssa Luisa Broli.
L'argomento è l'economia circolare, altrimenti detta "economia della ciambella"!


                       
                      https://youtu.be/1KCgdtTsabc


 






mercoledì 25 marzo 2020

BUON DANTEDI'... APPUNTI PER UN VIAGGIO DA FARE INSIEME



Sono giorni difficili, si sa, ma oggi vogliamo provare a distrarci pensando alla Bellezza e ad uno dei personaggi più significativi del nostro patrimonio culturale: Dante!
Oggi, 25 marzo 2020 è il primo Dantedì, giornata ufficiale dedicata alle celebrazioni del nostro grande antenato e fortemente voluta dal Governo.. 
Questo giorno è stato scelto perché per la maggior parte degli studiosi il 25 marzo del 1300 Dante ha intrapreso il suo famosissimo viaggio nei 3 Regni: Inferno, Purgatorio e Paradiso, così come ci racconta nella sua splendida ed immortale Commedia. 
Anche il nostro Istituto ha voluto dare il suo contributo, con una serie di contenuti originali creati ad hoc. 
Di seguito troverete diversi link; i primi 4 sono contributi letti dall'attrice Sara Urban, che collabora con noi per il progetto teatrale e ci ha fatto lo splendido regalo della sua voce, mentre l'ultimo è stato realizzato dagli allievi della V B AFM con il supporto della prof.ssa Elena Gorini.
Buona visione e... W Dante!!! 

  • La breve vita di Beatrice Portinari (estratto da Dante. Il romanzo della sua vita di Marco Santagata, Oscar Mondadori): https://youtu.be/tLCbScDAkDU
Buona visione, nell'attesa di poter dire anche noi: "E quindi uscimmo a riveder le stelle".

 Per ulteriori iniziative si veda anche:
#ioleggodante: https://www.youtube.com/watch?v=Q-AwA8e_KCI 
#iorestoacasa:  http://media2.corriere.it/corriere/content/2019/FondazioneCorriere/Dante.mp4
#dantedì
#ioleggoacasa

martedì 24 marzo 2020

#iorestoacasa... Ma faccio i compiti!


#iorestoacasa... Ma faccio i compiti!


In questo periodo di "didattica a distanza", nell'attesa di vederci tutti dal vivo, il Blog di Casale Creativo ha deciso di pubblicare via via alcuni dei lavori che i nostri ragazzi stanno eseguendo, con il sostegno dei loro docenti.

Il primo lavoro che pubblichiamo è di Economia politica ed è stato svolto della classe 5A AFM Esabac Techno, sotto la guida della prof.ssa Stefania Rotundo.
Per eseguirlo gli studenti hanno messo in campo competenze disciplinari, ma anche creatività ed impegno.
La consegna per il compito è stata quella di fingersi giornalisti radiofonici o televisivi e poi esperti sul tema della progressività d'imposta e la flat tax.  
Nel link trovate il lavoro svolto da Diaby Korotoumou. 


Link: https://youtu.be/1NPkp1zIPN4 

mercoledì 11 marzo 2020

Perché l'insegnamento è uno scambio...


A tutti gli Studenti e a tutti i Docenti che non si arrendono e, seppur con difficoltà, stanno facendo un lavoro grandioso in questi giorni, dedico le parole di una grande
Donna che ne ha viste ben di peggio dimostrando sempre coraggio, dignità e un’ostinata voglia di andare avanti…

Un giorno mi diedero il compito di consegnare alcuni pezzi di ferro a un operaio e così conobbi il professor Hirschel, un francese che nella vita libera era insegnante di Storia e che aveva suppergiù l’età di mio padre. Era una persona deliziosa, molto dolce, timida, sensibile: mi ricordò immediatamente papà. […]
“Che classe hai fatto?” mi domandò un giorno.
“Quest’anno avrei dovuto fare la terza media”.
“E in Storia, dove sei arrivata?”.
Gli dissi a che punto mi ero fermata con il programma e lui mi fece la sua proposta.
“Facciamo come se fossimo liberi: parliamo di Storia, non di cose tristi”.
Così, ogni volta che gli consegnavo del materiale, nei due minuti che gli occorrevano per catalogare il ferro, lui mi faceva un pezzetto di lezione.
Era bellissimo, perché in quel momento non eravamo prigionieri, eravamo professore e alunna. Per giorni e giorni ci riprendemmo i nostri ruoli e un po’ di libertà. Non vedevo l’ora di arrivare in fabbrica per avere questo contatto con lui.
Con il professor Hirschel ci fu un vero scambio: lui mi regalava il suo sapere e io lo ripagavo con la mia sincera attenzione, con il mio interesse. E, del resto, come avrei potuto non ascoltarlo? Le sue lezioncine erano incredibili: ripercorrevamo grandi eventi del passato vivendo noi stessi in una pagina di storia. Un film nel film”.

[Liliana Segre, Enrico Mentana – La memoria rende liberi, Rizzoli editore, pp. 119/121]

Con tanto affetto
il curatore del Blog CasaleCreativo  

#lascuolanonsiferma

venerdì 21 febbraio 2020

MICAM: IL PERFETTO CONNUBIO TRA ALLESTIMENTO E CALZATURA


MICAM: IL PERFETTO CONNUBIO TRA ALLESTIMENTO E CALZATURA 



Dal 16 al 19 febbraio 2020 si è svolta a Milano la manifestazione dedicata alla calzatura, organizzata da ANCI Servizi e promossa da Assocalzaturifici Italiani: MICAM, il salone internazionale leader del settore calzaturiero che fonde, con successo, business e fashion.
Levento si svolge due volte all’anno, a febbraio e a settembre, presso il quartiere fieristico di Fiera Milano Rho, presentando rispettivamente le collezioni autunno/inverno e primavera/estate dellanno successivo.
Ledizione di Febbraio 2020, MICAM in Wonderland, si è distinta per lapprofondimento di alcuni importanti temi: la sostenibilità nei materiali, nei trend e nei processi produttivi, ma anche futuro del retail; durante le giornate sono state organizzate presentazioni, workshop, sfilate, allestimenti e tante altre iniziative dedicate allinnovazione. Inoltre, per il terzo anno consecutivo, levento ha promosso il progetto Emerging Designersdedicato a 12 nuovi designer internazionali di calzature.
In data 18 febbraio un gruppo di 23 studenti delle classi 2°A MODA, 3°A CAT/MODA e 4°A MODA vi ha preso parte; gli alunni del corso moda-calzaturiero hanno potuto assistere alle sfilate tenutesi durante la mattinata, Elements of Sustainability e Moda MICAM, ed ai successivi dibattiti sui temi messi in passerella. Nel pomeriggio è stato utile partecipare alla tavola rotonda MICAM X Workshop: CSR & SUSTAINABILITY oltre che relazionarsi con gli stilisti emergenti presenti nel padiglione 4E.
Gli alunni del corso CAT della classe 3°A, nell'ambito delle attività di laboratorio progettuale legato ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento, hanno potuto toccare con mano la progettazione degli stand fieristici e studiare le differenti soluzioni adottate dai singoli espositori, analizzando tecniche, materiali ed organizzazione degli spazi.
L’uscita didattica è stata per entrambi i gruppi un momento di crescita professionale: essi hanno potuto difatti confrontarsi su tematiche di settore, ampliando in tal modo il loro bagaglio culturale in materia.
Ora bisognerà solo attendere il 29 febbraio, giorno dell’esposizione ufficiale del lavoro della classe 3°A CAT/MODA dal titolo “MC&CO”, occasione in cui gli allievi avranno modo di presentare i loro progetti realizzati in scala reale, uno stand fieristico e una calzatura. Le parole chiave saranno: Ecologia, Sostenibilità e Riciclo… ma non sveliamo altro per ora…

MC&CO è anche su Instagram, seguiteci all'account ufficiale
@mceco_pcto
per rimanere sempre aggiornati tramite foto e stories con le notizie più importanti della giornata.

 
Hanno partecipato all'uscita didattica (e contribuito all'articolo):
Classe 2°A MODA – Catano Giorgia - Fallacara Marianna - Gioiosano Alice - Lombardo Aurora - Qosja Alessia - Verza Francesca
Classe 3°A MODA – Bosso Gloria Ruth - Bozzola Nicole - Iavarone Letizia
Classe 3°A CAT – Bouzerda Walid - Cottone Antonio - Fantato Alessia - Komendantov Maxim - Mazzini Angelo - Merli Francesco - Motta Alice - Nicala Riccardo - Spiccia Matteo
Classe 4°A MODA – Albertelli Luca - Bono Silvia - He Liu Xiao - Piccione Elissa - Polato Lorenzo

martedì 18 febbraio 2020

Cat goes to Università degli studi di Pavia

Cat goes to Università degli studi di Pavia


In data 13 febbraio 2020, i nostri studenti del triennio C.A.T. accompagnati dai prof. Andrea Tortini, Santo Occhiuzzi e Tiziana Tellini, si sono recati presso l'Università degli Studi di Pavia per assistere ad una lezione sul tema "frane e terremoti".
"È stata una bella giornata" afferma Stella di 4ªA CAT.  Prosegue Stella: "Al mattino abbiamo seguito una lezione all'università nella quale sono state affrontate tematiche generali sulle frane, con la presenza di due geologi che ci hanno fornito anche una semplice ma efficiente dimostrazione pratica. Successivamente  ci siamo diretti all’Eucentre, dove ci hanno mostrato dei macchinari che eseguivano delle prove per testare la resistenza a compressione/trazione su cubetti di calcestruzzo. Al pomeriggio abbiamo visitato il Duomo di Pavia
e altri monumenti principali. Infine abbiamo visto il Ponte Coperto, dove ci siamo divertiti a scattare un paio di foto. Tutto sommato posso dire che è stata un'esperienza bella ed utile e che rifarei sicuramente, perché mi è piaciuto visitare ambienti nuovi  e stimolanti, come quello universitario. Spero in un futuro, non troppo lontano, di poterla frequentare come studentessa".

Anche il prof. Tortini, responsabile dell'uscita didattica, si reputa entusiasta: "i nostri alunni si sono distinti per serietà e preparazione, interagendo con i docenti universitari in modo propositivo. Sono pienamente soddisfatto di tutti loro!"
"Condivido quanto detto dal collega" aggiunge il prof. Santo Occhiuzzi;  "i ragazzi   hanno saputo applicare sul campo  le competenze e conoscenze  apprese in classe. Di fronte ai principali monumenti di Pavia hanno saputo dire a quale stile architettonico appartenessero, descrivendone materiali e geometrie".


articolo a cura del gruppo triennio CAT

martedì 28 gennaio 2020

SICUREZZA SUL LAVORO... IL "CASALE" SUL PODIO!

SICUREZZA SUL LAVORO... IL "CASALE" SUL PODIO!



L’ATS, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, l’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia e l’INAIL di Pavia e Lodi hanno indetto un concorso rivolto agli studenti degli istituti secondari di II grado della provincia, con lo scopo di sensibilizzare e formare i giovani sulle tematiche legate alla salute e sicurezza sui posti di lavoro.
In data 14 Dicembre 2019 si è svolto a Pavia presso la Sala dell’Annunciata sita in Piazza Petrarca, una mostra/evento che prevedeva la proiezione di filmati, testimonianze ed esposizione di lavori svolti nei precedenti momenti seminariali.
La giornata si è poi conclusa con la sfilata di abiti da lavori rielaborati e prodotti dalle scuole partecipanti alla manifestazione la cui ideazione ha presupposto un lavoro di equipe svolto in classe.
Ad ogni istituto è stato preventivamente consegnato un kit, chiamato “DPI-box”, contenente: un caschetto, una tuta in tyvek, una mascherina per le polveri, indumenti usa e getta e sopracalzari; ovvero i classici e più conosciuti dispositivi di protezione individuale. Il concorso prevedeva la rielaborazione e personalizzazione degli oggetti, per conferire loro una forma estetica e/o di comunicazione tale da trasmettere un messaggio di profondo contenuto etico sociale, pur nel rispetto del loro primo uso.
La classe scelta come rappresentante dell’Istituto Tecnico Statale “Luigi Casale” di Vigevano è stata la 5°A MODA, guidata dalla professoressa A.Serio. I ragazzi, una volta presa coscienza dello scopo del concorso, hanno analizzato la tematica cercando di rielaborare il kit base attribuendo ad esso anche un significato “secondo”. Gli aspetti fondanti sui quali ci si è voluti soffermare sono stati tre: la Forza, la Libertà e la Semplicità: concetti a primo acchito poco coesi tra loro, ma che trovano significato comune nella tematica del concorso. Il concetto di “Forza” è stato inteso come protezione, quello di “Libertà” come leggerezza mentre la “Semplicità” è stata trasposta come naturalità. Il messaggio scelto è l’importanza dei DPI nella vita lavorativa di tutti i giorni. Tali oggetti devono essere visti e soprattutto vissuti come scelta e non come un’imposizione; il lavoratore deve essere autonomamente incentivato ad indossare i dispositivi di protezione senza sentirsi limitato nello svolgere le attività che le singole mansioni richiedono, facendo diventare questi, oggetti della sua quotidianità.
L’approccio pratico messo in atto è di tipo ludico ed intuitivo; l’ispirazione al personaggio “La Cosa” della saga Marvel - I Fantastici Quattro, è servita per riportare agli elementi il messaggio di forza e sicurezza; la tecnica del “Dripping” di Jackson Pollock ha permesso di trasmettere il concetto di libertà, tema fondante per l’artista, ed infine ci si è affidati ai più iconici di tutti i giochi: i Lego, che con il loro design riescono a fare in modo che siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l'ausilio di istruzioni. Mescolando questi tre elementi si è cercato di trasmettere in modo indiretto il messaggio chiave: “Forza, Libertà e Semplicità; una ricetta di stile vincente”. Il progetto ha riscosso un grande successo da parte della platea e della giuria, tanto da farlo accedere al podio dei vincitori guadagnandosi un meritatissimo 3° posto.

 Articolo a cura della Classe: 5°A MODA
Alunni: Antona Gloria – Grassi Giorgia – Grimaldi Greta – Malinverni Sofia – Palmisano Giulia – Petrov Dumitrita – Piccolini Giulia – Scarpetta Arianna – Torchia Alessia – Trevisan Giacomo – Volpati Alessandro
Di seguito proponiamo l'elaborato che è stato premiato:



martedì 7 gennaio 2020

LAVORARE PER VIVERE O VIVERE PER LAVORARE? - L'angolo del tema


LAVORARE PER VIVERE O VIVERE PER LAVORARE?

Il tempo libero ha da sempre ossessionato l’essere umano; difatti un uomo dal momento della propria crescita, prima frequentando la scuola e in seguito recandosi al lavoro ha come pensiero fisso la libertà. Ma come fare se il tempo libero diventa una vera e propria ragione di vita?
Questo paradosso viene analizzato dall'autore D. Mothè nella sua opera “L’utopia del tempo libero” e anche il titolo rivela il carattere ossessivo del tempo libero; infatti “utopia” significa (secondo definizione del dizionario): l’oggetto di un’aspirazione ideale, non suscettibile di realizzazione pratica.
Dunque per l’autore dietro al tempo libero si nasconde un vero e proprio circolo vizioso; gli uomini hanno sempre ambito ai desideri riguardanti lo svago per i quali bisogna provvedere attraverso mezzi finanziari più alti, a seconda della condizione in cui si trova la persona; questi mezzi economici possono essere raggiunti tramite il lavoro ma, di conseguenza, se una persona è occupata eccessivamente da quest’ultimo, dove troverà il tempo per godersi il tempo libero? 
La risposta corretta probabilmente non esiste. Nella vita di oggi trovare un perfetto equilibrio tra lavoro e tempo libero è veramente utopico e in poche persone riescono a raggiungere questo obiettivo; c’è chi si concentra solo sull'impiego, divorato dalla “fame di soldi e di successo” e finisce per trascurare ciò che nella vita conta davvero, ossia l’amore, la famiglia e lo svago. Al contrario, sono presenti casi di persone che vivono basandosi sulla teoria del “Carpe diem” ossia di godersi l’attimo e molto probabilmente arriveranno a trent'anni e vivere sotto un ponte, o qualcosa di simile.
Analizzando la storia del tempo libero, ossia l’insieme di attività svolte all'esterno dell’attività lavorativa, ci accorgiamo che questo concetto non è sempre esistito. Il tempo libero nasce tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, quando è mutata la condizione di vita degli uomini da contadini a operai e con i ritmi della fabbrica, si è venuto a creare il cosiddetto “tempo libero” (senza funzioni lavorative); in questo periodo si sono diffusi i caffè, i ristoranti, le sale da ballo e i cinema.
Da qui si collega il secondo aspetto del ragionamento di Mothè, ossia quello economico: è giusto che chi è in condizioni di vita migliore abbia opportunità di svago migliori?  Probabilmente la popolazione media, molto egoista, risponderebbe affermativamente a questa domanda, andando ad analizzare ogni singola situazione troviamo delle incongruenze. Ad esempio, è giusto che una madre per accontentare il figlio compia sacrifici enormi, senza che questi desideri vengano mai appagati? Io non credo proprio.
Eppure la società odierna funziona così, facendo dilagare l’egoismo e l’isolamento dei singoli.
Un’altra problematica della società di oggi, forse quella più preoccupante, è quella della continua ricerca del piacere che, una volta raggiunto, non verrà mai appagato; a pensarla così, già prima di noi, è stato il grande poeta Giacomo Leopardi e bisogna riconoscere che aveva proprio ragione.
La conseguenza è che ci si ritrova a rincorrere qualcosa che non ci basterà mai. Ad esempio, dopo aver partecipato ad una festa, o dopo aver acquistato un oggetto, ritorna subito il desiderio di altro e quindi, ci si gode veramente questo tanto mitizzato tempo libero? È da qui che si capisce la scelta del sostantivo “utopia” in associazione a esso.
La disponibilità di accesso ai beni è in proporzione ai soldi che si guadagnano e quindi si potrebbe arrivare alla conclusione che la felicità coincida con i soldi ma, nella realtà, bisogna distinguere la felicità dalla vera Gioia e quest’ultima è conquistabile solo attraverso i beni immateriali, ossia le emozioni.
In conclusione io penso che non esista una regola perfetta da poter applicare alla relazione lavoro/tempo libero. Il circolo vizioso esiste, è reale e spetta alla singola persona non essere travolto da esso per poter vivere nei migliori dei modi.  

a cura di Chiara Lista, V C tur
(da una traccia di maturità)

giovedì 19 dicembre 2019

Green crowfunding: un progetto della III RIM in collaborazione con Woowe


Green crowfunding: un progetto della III RIM in collaborazione con Woowe



Da tempo Vigevano lamenta la difficoltà a mantenere il suo primato internazionale nel settore calzaturiero, con una decrescita derivata da un mercato globale ormai saturo e da una crisi economica i cui strascichi sono ancora evidenti. Grazie però a due giovani intraprendenti, Emanuele Persenti,
artigiano vigevanese, e Matteo Di Maggio, ex alunno dell’Istituto Casale di Vigevano, le cose stanno cambiando ed in meglio. I due amici, discutendo una sera, hanno avuto l’idea di creare un prodotto innovativo, ma soprattutto ecologico: scarpe di lusso in legno! 
Alla base del progetto sta la necessità di proporre qualcosa di alternativo ed anche ad impatto zero, totalmente riciclabile e la cui provenienza delle materie prime sia del tutto tracciabile.
Dopo vari tentativi i due amici sono riusciti a creare delle scarpe moderne ed alla moda che non hanno nulla da invidiare ai più celebri marchi calzaturieri. Le idee, però, continuano a fiorire ed anche la creazione di nuovi modelli in diversi tipi di legno e questa vasta gamma di prodotti ha fatto sì che l’azienda WOOWE fosse selezionata dalla Camera di Commercio per presentare i propri prodotti anche all'estero, in Giappone.
Tappa successiva di questo percorso è stato il fortunato incontro tra Matteo Di Maggio e la vulcanica professoressa Luisa Broli che, incontrandosi casualmente un giorno, hanno pensato bene di coinvolgere i ragazzi dell’Istituto Casale nell'impresa WOOWE nell'ambito del PCTO, il percorso ministeriale previsto dal Ministero dell’Istruzione, atto a favorire un primo contatto con quello che sarà il mondo del lavoro per gli studenti delle scuole superiori.
In particolare i ragazzi della classe 3 A Rim dell’Istituto saranno impegnati, nel corso dell’anno scolastico, in una serie di attività che hanno come scopo quello di contribuire alla crescita social di questa giovane impresa rendendola più visibile e nota. La collaborazione prevede, tra le altre attività a livello commerciale e di marketing, anche un’operazione di Crowfunding tramite un video dove gli
studenti saranno parte attiva del filmato: registi, attori ed ideatori. L’idea che sta alla base di questa collaborazione è offrire un input agli studenti, uno stimolo per incrementare la loro intraprendenza e creatività, la possibilità, quindi, di mettere in pratica le loro capacità e crescere a livello di esperienze,
e, perché no, suggerendo anche nuove idee che possano soddisfare anche la domanda del mercato calzaturiero dei giovani.
A cura di Margherita Ghiotto

martedì 3 dicembre 2019

“FACOLTÀ’ DI SCELTA”, UN CONVEGNO PER GUARDARE AL FUTURO

 


“FACOLTÀ’ DI SCELTA”, UN CONVEGNO PER GUARDARE AL FUTURO
Presente una delegazione del “Casale”

Al convegno organizzato dal Comune e intitolato “Facoltà di scelta”, che si è tenuto il 13 novembre scorso in Aula Consiliare, hanno partecipato i rappresentanti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori cittadini; tra questi anche una delegazione della nostra scuola.
Il tema dibattuto era la scelta che si trovano a compiere i giovani al termine della scuola superiore: continuare nella formazione o entrare nel mondo del lavoro?
Dopo gli iniziali saluti istituzionali, hanno preso parola diverse persone vicine al mondo della scuola e del lavoro, raccontando la propria esperienza e soffermandosi su quanto sia importante credere in se stessi e avere fiducia nella vita.
Per quanto riguarda l’area della sicurezza - Guardia di finanza, Polizia di Stato, Forze armate - è emerso che la loro missione è mettersi al servizio della cittadinanza ed è una scelta di vita, non solo di lavoro. Gli operatori devono avere dedizione e impegno e un grande senso di sacrificio. Insomma, se uno crede in se stesso, nessuno può fermarlo!
Come ha affermato l’imprenditrice Mariuccia Teroni, bisogna avere “grandi” sogni e “ribellarsi” se qualcuno ce li vuole rubare o vuole impedirci di realizzarli. Queste parole costruiscono la realtà! Lei si è ribellata. A scuola le avevano detto che non sapeva scrivere e invece lei ha combattuto per realizzare il suo sogno: si è laureata a Pavia e ha scritto due libri, proprio sulla scrittura.
Insomma, dobbiamo credere nei nostri sogni e nelle nostre capacità per poter realizzare quello che desideriamo.
Per quanto riguarda, invece, la scelta vera e propria dell’Università, sono intervenuti vari psicologi ed esperti. Ci hanno consigliato, prima di qualsiasi scelta, di fare un’analisi di noi stessi, un’auto-osservazione, ad esempio che cosa non ci piace e che cosa ci piace fare, se abbiamo degli interessi particolari, hobby, sport, passioni ecc...
Questo può aiutarci a capire noi stessi, quello che vogliamo e quello che escludiamo perché non siamo portati oppure semplicemente non ci piace. Tutte informazioni utili per capire quale strada intraprendere in futuro.
a cura di Matilde Sartorio 5 B AFM



domenica 24 novembre 2019

INTERVISTA A ... PIERRE AHOUA


VOLA SEMPRE PIÚ IN ALTO



Ciao a tutti,
sono Rebecca Tognin e frequento la classe IV dell’Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio e oggi voglio farvi conoscere il mio compagno di classe, Pierre Ahoua, che è stato recentemente premiato come atleta dell’anno nella categoria Under 20 all'interno della società Cento Torri Pavia.

Quando hai iniziato a praticare atletica? Qual è la tua specialità?
Ho iniziato nel 2014 e la mia specialità è il salto con l’asta

Quante volte ti alleni a settimana? Dove?
Mi alleno da lunedì a venerdì dalle 14:30 alle 18:00. Quando ho allenamenti più leggeri, inizio alle 15:00 e termino alle 17:00. Il lunedì e il giovedì mi alleno allo stadio Dante Merlo di Vigevano e nei tre giorni restanti mi alleno a Milano, presso lo stadio 25 Aprile, nella zona Quartiere Triennale 8.

Chi è il tuo allenatore?
Il mio allenatore si chiama Andrea Giannini, è responsabile del settore tecnico della Nazionale del salto con l’asta. È un ex atleta delle Fiamme Gialle, con il record personale di 5,65 m.

Qual è il miglior risultato che hai ottenuto?
Il mio personal best all'aperto è di 5 metri, con ampi margini di miglioramento

Com'è nata la passione per questo sport?
Per diventare saltatori con l’asta occorre un po’ di pazzia…e io ce l’ho. Mi sono avvicinato a questa disciplina grazie alla scuola con i “Giochi della Gioventù”. Inizialmente ho provato il salto in alto e mentre mi allenavo ho visto dei ragazzi saltare con l’asta. Da quel momento mi sono appassionato a questo sport e non l’ho più lasciato.

Cosa fai prima di una gara per concentrarti?
Prima di una gara penso al gesto tecnico, alle possibili vittorie e sconfitte. Mi piace anche ascoltare musica.

Hai un gesto scaramantico prima di una gara?
No, non ho nessun gesto scaramantico. Penso solo a concentrarmi al massimo.

Che consiglio daresti a qualcuno che volesse intraprendere questo sport?
Non avere paura dell’altezza e di spingersi oltre i propri limiti. E di non farsi mai dire che non si è capaci.

Quali obiettivi di poni per il tuo futuro come atleta?
Prima di concludere la mia carriera vorrei partecipare ai Giochi Olimpici, per rappresentare il mio Paese e onorare la maglia azzurra.


                                                                               A cura di
Rebecca Tognin
Classe IV A C.A.T.

sabato 16 novembre 2019

ALIENO DA MARTE - L'angolo della narrativa


ALIENO DA MARTE


“Salve, sono Myrko, benvenuto all’agenzia Viaggi Interplanetari, come posso aiutarla?”.
“Buongiorno, aspetti che imposto il traduttore automatico. Ecco perfetto, menomale che esiste perché non sarei riuscito a dire altro. Su Marte ci insegnano solo una frase di presentazione, ma me la sono dimenticata. Sono qui per valutare un viaggio interplanetario”.
“Perfetto, potrebbe cortesemente compilare questo questionario? Ci aiuterà a trovare l’operatore più adatto a lei, che l’accompagnerà in questo viaggio”.
“Sa, non è il primo pianeta che visito, è il quinto, ma mi è stato consigliato perché è l’unico ad impiegare ancora umani per lavorare, e non antipatici robot”.
Questo parla troppo. Mi sono perso nei miei pensieri appena ha iniziato. Tra l’altro il suo traduttore deve essere rotto, perché invece che parlare Italiano con un accento italiano, lo sta parlando con un accento francese. Ah! Quanto odio la “r” moscia. Però bisogna essere felici e sorridenti quando qualcuno viene in agenzia, quindi devo sfoggiare il mio sorriso migliore e usare la tattica dell’annuire a qualunque cosa mi venga detta. Altrimenti la paga me la scordo! Fortunatamente sono in accoglienza e non devo fare la guida… Menomale ha finito.
“Ecco tenga a lei il questionario, mi ha fatto piacere poter dialogare con lei”.
Mentre gli mostro la sala d’attesa continuo a sorridere. Sono sicuro che mi abbiano assunto solo per la mia capacità di nascondere il mio totale disinteresse. Il computer fa un rumore. I Risultati del questionario dicono che la guida compatibile è Electra. Quanto mi dispiace…
La chiamo sulla linea privata perché Wanda sta usando il telefono dalla sede distaccata in Islanda per parlare col suo moroso. Mi risponde al terzo squillo: “Ehi Myrko, perché mi chiami sul privato? Ah no, aspetta, Wanda sta ancora usando il telefono?”
“Già. C’è un marziano che vuole visitare la Terra. Sei uscita tu, condoglianze. Parla in continuazione, penso sia logorroico”.
“Un po' di voglia di vivere non ti farebbe male ragazzo, comunque in che sala è?”
“Ho sonno Ele. Ti aspetta nella M2”.



Entro in sala d’attesa e trovo un marziano che parla con l’attaccapanni, forse Myrko aveva ragione.
“Buongiorno. Io sono Electra e l’accompagnerò nella visita”.
“Mi dia pure del “tu” signorina. Posso farlo anche io? Spero di sì. Amo come vi vestite voi umanoidi. Mi piace il colore della vostra pella. Chi ce l’ha rosa, chi nera, ma cosa succede se fanno un figlio due persone con la pella diversa?”. “Pelle, non pella, comunque non succede nulla, è sempre umano. Possiamo partire? Una Jeep ci sta aspettando fuori”.
Inizio facendogli fare un giro nel cuore della città: sembra spaventato, ma penso sia dovuto alla quantità di persone che ci sono in centro. “Posso abbassare il finestrino? Vorrei sentire gli odori e i rumori della città”. Non faccio in tempo a schiacciare il pulsante che è già con la testa fuori e la lingua penzoloni. Mi sembra un cane, ma questi sono commenti che tengo per me. Lo porto poi in campagna, perché è arrivato il momento della dimostrazione.
“Il pacchetto della sua visita comprende delle esperienze pratiche. Le spiegherò brevemente cosa succederà e perché. La Terra ha molti aspetti positivi. Uno di questi è la possibilità di domare gli elementi naturali. L’aria è quello che ci viene meglio”.
Mi sta ascoltando senza parlare: deve interessargli molto. Gli faccio indossare il paracadute e nel mentre l’aeroplano ci atterra di fianco. “Ora saliremo su questo mezzo che ci porterà in cielo, da lì ci butteremo e torneremo giù. Non è pericoloso e ti aiuterà a provare l’emozione della libertà, di poter volare non in una simulazione ma nella vita vera. Ti ho fatto indossare questo oggetto, chiamato paracadute, perché sarà quello che ci salverà aprendosi”. Mi sembra un bambino col giocattolo nuovo. “Penso che il paracadute sia un oggetto straordinario: lo ritengo una metafora. Il paracadute ti salva la vita se ne hai necessità (serve a vivere se, per esempio, sei costretto a buttarti da un aereo che sta precipitando), ma non ti preoccupare non è il nostro caso. Serve anche nella vita, perché lo ammetto a volte non è la Terra ad essere un pericolo quanto le persone che ci abitano. Devi essere sempre pronto ad azionare il paracadute per salvarti da relazioni tossiche, amicizie false o delusioni. Ora bando alle ciance e proviamolo”.
Non ha smesso un secondo di urlare, ma penso si sia divertito. Ripreso dallo shock, lo porto a mangiare: se lo merita dopo la paura che si è preso. Penso sia stata la sua prima volta.
“La seconda esperienza non è così adrenalinica, ma ti farà provare altrettante emozioni contrastanti. Noi Italiani siamo i migliori e gli autentici, non ti affidare alle imitazioni”.
Lo porto in un ristorante, che è superbo a parer mio, e ordino per entrambi una pizza margherita, la vera pizza. “Questo piatto è qualcosa di indescrivibile. Sappi solo che da tutto il mondo viene acclamato e siamo riconosciuti per questo. Si chiama pizza ed è un impasto condito. Non riuscirei a spiegartelo quindi procediamo direttamente”.
Non fa in tempo a dare un morso ad una fetta che già ha gli occhi a cuoricino: “No vabbè è fantastico, sembra di mangiare il paradiso, anche se per la verità non ci sono mai stato. Sono sicuro che abbia questo sapore però”.
Ha ritrovato la sua parlantina. Menomale mi stavo preoccupando. Dopo aver finito la prima pizza ne ordina una seconda e lo trattengo a forza dall’ordinarne una terza.
“Mi fa piacere che ti sia piaciuta, e penso che tu abbia battuto il record di numero di pizze mangiate in un solo pasto”. Rido e ride anche lui: forse forse non è proprio così antipatico.
“Adesso è arrivato il momento del film. Spero tu non ti addormenti, perché è un pezzo d’arte. “End Game” penso sia il mio film preferito, perché racchiude sia un insegnamento sia momenti allegri e divertenti. Ti avviso ti farà piangere. Non voglio dirti nient’altro però altrimenti te lo anticipo troppo”.
Dopo quasi tre ore di film e diversi mari di lacrime finisce quello che penso sia un capolavoro. Lui non smette di piangere.
“No! Il tipo con l’armatura non doveva morire, e nemmeno la signorina coi capelli rossi”.
“Ci sono rimasta male anche io, ma l’hanno fatto perché volevano un gran bene ai loro amici. Gli umani sono così: danno la vita se credono in qualcosa o in qualcuno”.
Mi guarda e si rimette a piangere. L’abbraccio e cerco di distrarlo parlando di una cosa che mi sta particolarmente a cuore: “ Io amo la musica e amo leggere. É bellissimo perché ti fa viaggiare restando con i piedi per terra”. Gli faccio vedere un libro e aggiungo: “Si intitola “Ciò che inferno non è” di Alessandro D’Avenia.
Nel frattempo ci siamo diretti verso una panchina in un parco.
“Questo libro ti fa capire che l’Inferno non è un luogo letterale, ma una condizione dentro di noi. Non preoccuparti però, questa condizione si può contrastare facendoci entrare il paradiso, con le azioni, con le persone. Tieni, te lo regalo. Leggilo e poi dimmi com’è”.
Devo fermarlo perché si sta mettendo a leggerlo ora, e per quanto mi piacerebbe dobbiamo andare avanti.
“C’è una frase che piace particolarmente. In una canzone viene detto: “Ho perso la ragione e la ragione sei tu”. Se ti trasferirai qui ti rapporterai con delle persone diverse da quelle a cui sei abituato. Potrà succedere che ti innamorerai, e come dice Salmo (il cantante), perderai la testa. Cioè rimarrà sempre attaccata al tuo corpo, ma la perderai perché penserai solo a lei. Se succede, rischia, non avere paura, che poi i rimpianti sono peggio”.
Non so se è presente col cervello o sta ancora pensando al film, ma penso sia arrivato il concetto, lo spero.
“Per ultimo vorrei parlarti di una canzone: penso che al momento sia la mia preferita. Si intitola “Accetto miracoli” di Tiziano Ferro. Parla di qualcosa che è finito ma non per colpa tua. Può succedere sai, a volte gli umani possono essere spregevoli, perché le stesse persone per cui moriresti, come ha fatto l’uomo con l’armatura, a volte ti lasciano, a volte se ne vanno per qualcuno migliore di te, ma non disperare, perché ti aiuterà. Ti aiuterà a crescere, e ad amare di nuovo, amare più forte. Tu da parte tua, fa il possibile per risolvere i contrasti, ma non stringere troppo la corda, perché ti farà più male che lasciarla. Non odiare nessuno, solo evita di stare male per chiunque”.
Mi guarda senza proferire parola. Ci mette cinque minuti buoni per riuscire a dirmi: “Grazie. Di tutto, davvero. Non so se mi trasferirò qui, ma domani comincio a cercare un appartamento”.


A cura di 

Arduini Electra
2 A AFM

mercoledì 6 novembre 2019

PERSEGUIAMO INSIEME I NOSTRI SOGNI





PERSEGUIAMO INSIEME I NOSTRI SOGNI

“Chase our dreams together”: con questa frase si é aperta la serata conclusiva della settimana Erasmus nell’ambito del progetto “Oxford Style International Debates”.  Perché è stata scelta proprio questa frase? Perché rappresenta ciò che è stato realizzato durante questa mobilità e non solo …abbiamo costruito un sogno che si è concretizzato nel corso di questi mesi, permettendo agli studenti coinvolti di credere in loro stessi e nelle loro potenzialità, dando loro la possibilità di viaggiare, conoscere nuove città e soprattutto formare dei legami con dei coetanei di altre nazioni.
La mobilità italiana, che si è tenuta a Vigevano dal 21 al 26 ottobre, è la terza tappa di un progetto Erasmus+ KA229 di durata biennale, che ha come fulcro la metodologia del debate. Il primo incontro, riservato ai docenti, si è tenuto a Poznán, in Polonia, nel mese di dicembre 2018, mentre il secondo, a cui hanno partecipato le Prof. Luisa Broli e Laura Bazzan insieme a cinque studenti, è avvenuto ad Alsfeld, in Germania, nel mese di maggio.
Lunedì 21 ottobre i partecipanti delle quattro scuole coinvolte sono giunti a Vigevano: si tratta della scuola capofila, Szkola “Da Vinci” (Poznań, Polonia), il Colegio “La Purìsima” (Torrevieja, Spagna), la “Max Eyth Schule” (Alsfeld, Germania), la “Escola Secondaria José Saramago” (Mafra, Portogallo).  Ciascuna delegazione è intervenuta con cinque studenti e due docenti, mentre l’Istituto “Luigi Casale” ha partecipato con due squadre di debaters e ha interamente coinvolto la classe 4 R.I.M., i cui studenti hanno preso parte al progetto in veste di debaters o di staff, contribuendo nel secondo caso a organizzare le varie attività che si sono susseguite durante la settimana. 
Nel corso della mobilità gli studenti e i docenti stranieri hanno svolto numerose attività culturali e ricreative, tra cui: la visita guidata per il centro storico di Vigevano, a seguito della quale i partecipanti al progetto hanno incontrato in sala consigliare il vicesindaco Andrea Ceffa; il pomeriggio trascorso a Milano in compagnia dei Prof. Marco Mantovani, esperto di storia dell’arte, e Stefania Rotundo; l’attività di orienteering per le vie del centro di Vigevano, organizzata dai docenti di scienze motorie, Prof. Erivanna Iuliano e  Carmine Rinaldi.
Il cuore della settimana, però, è stato rappresentato dai cinque debates che si sono alternati da martedì 22 a venerdì 25 ottobre. Ogni debate è stato preceduto da degli ice-breakers, “giochi” creati dagli alunni della 4 R.I.M. insieme ai docenti, allo scopo di far conoscere e socializzare gli studenti. Durante i primi due giorni i partecipanti hanno dibattuto su temi a loro noti e scelti proprio da loro tramite una votazione on line; nelle giornate di giovedì e venerdì, invece, si sono svolte gare non più in squadre nazionali, ma in gruppi composti da uno studente per ogni nazione. Inoltre, i temi sono stati resi noti solo un’ora prima rispetto al dibattito. Venerdì 25 è stato inoltre chiesto al pubblico presente, composto da studenti e docenti, di votare il miglior debater di tutta la settimana. La studentessa spagnola Conchi Prieto, durante la serata finale di saluto e consegna degli attestati, ha ricevuto il riconoscimento ed è stata premiata dal Dirigente Scolastico. La settimana si è conclusa con una festa a tema “Halloween”, nella quale studenti e docenti si sono scatenati nelle danze.
Punto di forza del progetto è stata l’ospitalità che gli studenti stranieri hanno ricevuto dalle famiglie di studenti e docenti dell’Istituto “Casale”. Poter vivere per cinque giorni all’interno delle famiglie italiane, condividendone abitudini e stili di vita, ha contribuito a creare legami e relazioni che sono il motore del progetto. Gli abbracci e le lacrime che hanno caratterizzato i saluti finali in stazione sabato 26 sono la prova di quanto affiatamento e calore sia nato in pochi giorni.
Dall’Istituto “Luigi Casale” per ora è tutto… próximo encontro em Portugal!

lunedì 4 novembre 2019

Visti da dentro: una notte da giurato alla Rassegna letteraria

Visti da dentro: una notte da giurato alla Rassegna letteraria


Durante la serata del 19 ottobre 2019 abbiamo assistito all'assegnazione del “Premio Lucio Mastronardi”, che si tiene ogni anno presso il Teatro Cagnoni nell'ambito della Rassegna letteraria.
I finalisti erano tre: Francesca Diotallevi, Claudia Durastanti e Tommaso Pincio, tutti e 3 precedentemente selezionati da una giuria composita.
Il vincitore è stato scelto sulla base dei voti di una giuria popolare, presente la sera stessa a teatro, della quale facevano parte anche studenti delle scuole superiori, come noi, e persone che frequentano abitualmente a biblioteca di Vigevano. Ognuno dei finalisti, in seguito alla lettura di alcune pagine tratte dal proprio libro, ha descritto il proprio romanzo e spiegato cosa lo ha spinto a scriverlo e a cosa si è ispirato. I 3 autori sono stati interessanti e brillanti nel loro intervento, conquistando gli spettatori e coinvolgendoli.
Dopo il loro contributo, è stato consegnato il “Premio internazionale alla carriera” ad Alicia Gimenez Bartelett, famosa scrittrice di gialli spagnola, che è stata intervistata dalla conduttrice radiofonica Alessandra Tedesco.
Alicia è famosa per aver inventato il personaggio di Petra Delicado, una detective femminista, protagonista indiscussa dei suoi romanzi. Il suo intervento ha stupito e divertito il teatro intero in quanto, nonostante il genere al quale appartengono i suoi romanzi, è stata in grado di trovare aspetti su cui ironizzare, strappando un sorriso a tutto il pubblico.
La serata si è conclusa con la premiazione del romanzo “Dai tuoi occhi solamente” di Francesca Diotallevi, il cui libro è stato votato anche da noi, perché ci ha rese partecipi della storia della fotografa Vivian Maier più degli altri due romanzi finalisti, nei quali si raccontavano la vita movimentata dell’autrice Claudia Durastanti (La straniera) e il triste e solitario personaggio Melancolia di Tommaso Pincio (Il dono di saper vivere). 

Eleonora Frigerio e Sofia Gualla, V C tur

martedì 8 ottobre 2019

Autori a km 0 - Incontro con Alessandro Barbero

Autori a km 0 - Incontro con Alessandro Barbero

Si sa che i professori spesso sono strane creature e fanno cose alquanto bizzarre (o almeno così la pensano numerosi studenti). 
Il giorno 19 settembre, una delegazione del dipartimento di Lettere e di Arte ha deciso di partecipare, in maniera del tutto volontaria, ad una conferenza sui Longobardi svoltasi a Gambolò, il cui relatore era nientemeno che Alessandro Barbero, noto storico e docente universitario, autore del manuale di Storia da quest'anno in uso presso il nostro Istituto in tutto il triennio. 
L'autore stesso si è mostrato piacevolmente stupito quando questo manipolo di seguaci gli ha chiesto addirittura, a fine conferenza, di autografare una copia del manuale da riportare, come una sorta di Santo Graal, presso la sede del nostro Casale.

Il nostro prof. Del Signore stringe fra le mani una copia autografata del prezioso volume.



giovedì 6 giugno 2019

L'IMPONDERABILE - TUTTO QUELLO CHE NON HANNO MAI OSATO DIRVI SU UN PON

L'IMPONDERABILE - TUTTO QUELLO CHE NON HANNO MAI OSATO DIRVI SU UN PON


Le nostre opzioni erano due: restare comodamente stravaccati sul divano di casa nostra a guardare serie TV su Netflix o metterci in gioco: peccato che ciò che avrebbe dovuto essere un semplice laboratorio di scrittura e giornalismo (che, chiariamo, era già attraente di per sé) si è rivelato molto di più!                                             
Già dal primo incontro siamo stati felici, da buoni italiani quali siamo, di scoprire che il tema che avrebbe accomunato sia la parte giornalistica sia quella di scrittura sarebbe stato il cibo; mentre noi ci saremmo concentrati sulla scrittura giornalistica e sulla scrittura creativa, altri due gruppi avrebbero lavorato in lingua francese e in lingua spagnola.
D’altro canto pensate a noi poveri studenti che, dopo sei ore di estenuanti lezioni, dopo aver mangiato in tutta fretta un panino, ci ritrovavamo per due ore a parlare e scrivere di cibo nella musica, cibo nell'arte, cibo nelle culture, cibo sano, cibo spazzatura, cibo nel cibo… penso di essere ingrassata solamente scrivendo gli articoli per il blog della scuola.
Tuttavia i veri problemi sono iniziati quando ci è stato chiesto di scrivere il copione per uno spettacolo teatrale che poi avremmo anche dovuto mettere in scena. Abbiamo unito la nostra voglia e la nostra capacità di scrivere racconti al metterci in discussione: chi ha recitato non è un attore di professione. Certo, siamo stati guidati, corretti, consigliati e aiutati da adulti, ma noi siamo tutti studenti! È stato impegnativo, divertente e a tratti imbarazzante, ad esempio quando i personaggi si dimenticavano le parti, quando si sbagliava oppure ancora si rideva  senza motivo. Silenzi imbarazzanti, gaffe e figuracce, eppure, ve lo assicuro, sentire il pubblico applaudire senza sosta e ridere di gusto ha ripagato tutti gli sforzi fatti. “Non è stato facile – commenta Sara Torriani (1B AFM) – perché ci siamo dovuti fermare a scuola trenta ore in più e perché abbiamo dovuto scegliere le musiche, studiare le parti e provare lo spettacolo. Devo dire però che ci siamo divertiti molto: truccarci, gonfiare e sgonfiare i materassini, smorzare la tensione insieme. È sicuramente stata un’esperienza bella e formativa”. La pensa allo stesso modo anche Francesco Napoli (1A AFM), secondo cui “è stato bellissimo recitare insieme ai miei amici, è la cosa più divertente”, anche perché salire sul palco è  sempre un’emozione. La cosa più bella è quando, dopo aver recitato, gli spettatori ti fermano per dirti che sei stato grande, che sei stato stupendo. Capisci di aver fatto centro! Quando, mentre reciti, il pubblico ti applaude è bellissimo, è un’emozione fortissima”. Per Sara il PON è stato l’occasione per “imparare a collaborare con gli altri e a mettermi in gioco con tutta me stessa. Anche se all’inizio non ero convinta di partecipare, mi sono dovuta ricredere: abbiamo sconfitto insieme la timidezza di qualcuno, trovato nuove amicizie e rafforzato quelle vecchie. Sono felice di aver partecipato a questo progetto: impegnativo, costruttivo, divertente… in una parola nostro!”. Un’iniziativa, commenta Francesco, “interessante sia dal punto di vista emotivo, perché con il teatro una persona timida  può sconfiggere la ritrosia, sia dal punto di vista intellettuale perché prima del percorso teatrale c’è stato un percorso formativo sulla scrittura”.
Lungo il cammino siamo stati aiutati molto anche dai prof, per questo abbiamo chiesto un commento alla prof.ssa Giulia Cotta Ramusino: “L’esperienza come Tutor è stata nel complesso positiva, nonostante il lavoro abbia subito diversi cambiamenti, dovuti anche al succedersi di docenti che sono stati coinvolti nelle varie fasi, dalla progettazione all'evento finale. Ho trovato particolarmente gratificante vedere l’impegno profuso dagli studenti, coinvolti in orario extrascolastico per un lungo periodo”.
Electra Arduini, I A afm

giovedì 23 maggio 2019

LA STORIA DELLA PASTA ITALIANA


LA STORIA DELLA PASTA ITALIANA

La pasta è il piatto tipico italiano, un alimento a base di farina, con diverse forme e diversi tipi di cottura (in acqua bollente e sale o con calore umido e salato, ecc); può essere accompagnata da una salsa, da un sugo o da altro condimento di vario genere.
La pasta, abbreviazione dall’italiano pastasciutta, deriva da due vaste e longeve culture gastronomiche, le quali hanno sviluppato questo alimento nel corso di molti secoli in due modi totalmente autonomi e diversi:
-         Quella italiana – con la pasta sfoglia, la pasta ripiena, i famosi spaghetti, i tradizionali maccheroni, la pasta ligure, quella pugliese, siciliana ecc. diffusa in tutto l’Occidente e in ambiti mediterranei.
-         Quella cinese – la pasta shanghiaia, quella pechinese, i wàhntan e i lamiàn. E’ conosciuta e diffusa soprattutto nei paesi asiatici.
Le due tradizioni usano materie prime differenti e tecniche di lavorazione totalmente diverse, non hanno niente in comune per la preparazione, la produzione, la presentazione e la degustazione di questo cibo.
La pasta ha origini molto antiche, dalle valli cinesi dell’oriente alla penisola italica; nella nostra penisola conobbe la fioritura e la varietà che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.


A cura di Sara Grechi
(lavoro svolto nell'ambito del progetto PON "E il naufragar m'è dolce in questo blog")