mercoledì 6 novembre 2019

PERSEGUIAMO INSIEME I NOSTRI SOGNI





PERSEGUIAMO INSIEME I NOSTRI SOGNI

“Chase our dreams together”: con questa frase si é aperta la serata conclusiva della settimana Erasmus nell’ambito del progetto “Oxford Style International Debates”.  Perché è stata scelta proprio questa frase? Perché rappresenta ciò che è stato realizzato durante questa mobilità e non solo …abbiamo costruito un sogno che si è concretizzato nel corso di questi mesi, permettendo agli studenti coinvolti di credere in loro stessi e nelle loro potenzialità, dando loro la possibilità di viaggiare, conoscere nuove città e soprattutto formare dei legami con dei coetanei di altre nazioni.
La mobilità italiana, che si è tenuta a Vigevano dal 21 al 26 ottobre, è la terza tappa di un progetto Erasmus+ KA229 di durata biennale, che ha come fulcro la metodologia del debate. Il primo incontro, riservato ai docenti, si è tenuto a Poznán, in Polonia, nel mese di dicembre 2018, mentre il secondo, a cui hanno partecipato le Prof. Luisa Broli e Laura Bazzan insieme a cinque studenti, è avvenuto ad Alsfeld, in Germania, nel mese di maggio.
Lunedì 21 ottobre i partecipanti delle quattro scuole coinvolte sono giunti a Vigevano: si tratta della scuola capofila, Szkola “Da Vinci” (Poznań, Polonia), il Colegio “La Purìsima” (Torrevieja, Spagna), la “Max Eyth Schule” (Alsfeld, Germania), la “Escola Secondaria José Saramago” (Mafra, Portogallo).  Ciascuna delegazione è intervenuta con cinque studenti e due docenti, mentre l’Istituto “Luigi Casale” ha partecipato con due squadre di debaters e ha interamente coinvolto la classe 4 R.I.M., i cui studenti hanno preso parte al progetto in veste di debaters o di staff, contribuendo nel secondo caso a organizzare le varie attività che si sono susseguite durante la settimana. 
Nel corso della mobilità gli studenti e i docenti stranieri hanno svolto numerose attività culturali e ricreative, tra cui: la visita guidata per il centro storico di Vigevano, a seguito della quale i partecipanti al progetto hanno incontrato in sala consigliare il vicesindaco Andrea Ceffa; il pomeriggio trascorso a Milano in compagnia dei Prof. Marco Mantovani, esperto di storia dell’arte, e Stefania Rotundo; l’attività di orienteering per le vie del centro di Vigevano, organizzata dai docenti di scienze motorie, Prof. Erivanna Iuliano e  Carmine Rinaldi.
Il cuore della settimana, però, è stato rappresentato dai cinque debates che si sono alternati da martedì 22 a venerdì 25 ottobre. Ogni debate è stato preceduto da degli ice-breakers, “giochi” creati dagli alunni della 4 R.I.M. insieme ai docenti, allo scopo di far conoscere e socializzare gli studenti. Durante i primi due giorni i partecipanti hanno dibattuto su temi a loro noti e scelti proprio da loro tramite una votazione on line; nelle giornate di giovedì e venerdì, invece, si sono svolte gare non più in squadre nazionali, ma in gruppi composti da uno studente per ogni nazione. Inoltre, i temi sono stati resi noti solo un’ora prima rispetto al dibattito. Venerdì 25 è stato inoltre chiesto al pubblico presente, composto da studenti e docenti, di votare il miglior debater di tutta la settimana. La studentessa spagnola Conchi Prieto, durante la serata finale di saluto e consegna degli attestati, ha ricevuto il riconoscimento ed è stata premiata dal Dirigente Scolastico. La settimana si è conclusa con una festa a tema “Halloween”, nella quale studenti e docenti si sono scatenati nelle danze.
Punto di forza del progetto è stata l’ospitalità che gli studenti stranieri hanno ricevuto dalle famiglie di studenti e docenti dell’Istituto “Casale”. Poter vivere per cinque giorni all’interno delle famiglie italiane, condividendone abitudini e stili di vita, ha contribuito a creare legami e relazioni che sono il motore del progetto. Gli abbracci e le lacrime che hanno caratterizzato i saluti finali in stazione sabato 26 sono la prova di quanto affiatamento e calore sia nato in pochi giorni.
Dall’Istituto “Luigi Casale” per ora è tutto… próximo encontro em Portugal!

lunedì 4 novembre 2019

Visti da dentro: una notte da giurato alla Rassegna letteraria

Visti da dentro: una notte da giurato alla Rassegna letteraria


Durante la serata del 19 ottobre 2019 abbiamo assistito all'assegnazione del “Premio Lucio Mastronardi”, che si tiene ogni anno presso il Teatro Cagnoni nell'ambito della Rassegna letteraria.
I finalisti erano tre: Francesca Diotallevi, Claudia Durastanti e Tommaso Pincio, tutti e 3 precedentemente selezionati da una giuria composita.
Il vincitore è stato scelto sulla base dei voti di una giuria popolare, presente la sera stessa a teatro, della quale facevano parte anche studenti delle scuole superiori, come noi, e persone che frequentano abitualmente a biblioteca di Vigevano. Ognuno dei finalisti, in seguito alla lettura di alcune pagine tratte dal proprio libro, ha descritto il proprio romanzo e spiegato cosa lo ha spinto a scriverlo e a cosa si è ispirato. I 3 autori sono stati interessanti e brillanti nel loro intervento, conquistando gli spettatori e coinvolgendoli.
Dopo il loro contributo, è stato consegnato il “Premio internazionale alla carriera” ad Alicia Gimenez Bartelett, famosa scrittrice di gialli spagnola, che è stata intervistata dalla conduttrice radiofonica Alessandra Tedesco.
Alicia è famosa per aver inventato il personaggio di Petra Delicado, una detective femminista, protagonista indiscussa dei suoi romanzi. Il suo intervento ha stupito e divertito il teatro intero in quanto, nonostante il genere al quale appartengono i suoi romanzi, è stata in grado di trovare aspetti su cui ironizzare, strappando un sorriso a tutto il pubblico.
La serata si è conclusa con la premiazione del romanzo “Dai tuoi occhi solamente” di Francesca Diotallevi, il cui libro è stato votato anche da noi, perché ci ha rese partecipi della storia della fotografa Vivian Maier più degli altri due romanzi finalisti, nei quali si raccontavano la vita movimentata dell’autrice Claudia Durastanti (La straniera) e il triste e solitario personaggio Melancolia di Tommaso Pincio (Il dono di saper vivere). 

Eleonora Frigerio e Sofia Gualla, V C tur

martedì 8 ottobre 2019

Autori a km 0 - Incontro con Alessandro Barbero

Autori a km 0 - Incontro con Alessandro Barbero

Si sa che i professori spesso sono strane creature e fanno cose alquanto bizzarre (o almeno così la pensano numerosi studenti). 
Il giorno 19 settembre, una delegazione del dipartimento di Lettere e di Arte ha deciso di partecipare, in maniera del tutto volontaria, ad una conferenza sui Longobardi svoltasi a Gambolò, il cui relatore era nientemeno che Alessandro Barbero, noto storico e docente universitario, autore del manuale di Storia da quest'anno in uso presso il nostro Istituto in tutto il triennio. 
L'autore stesso si è mostrato piacevolmente stupito quando questo manipolo di seguaci gli ha chiesto addirittura, a fine conferenza, di autografare una copia del manuale da riportare, come una sorta di Santo Graal, presso la sede del nostro Casale.

Il nostro prof. Del Signore stringe fra le mani una copia autografata del prezioso volume.



giovedì 6 giugno 2019

L'IMPONDERABILE - TUTTO QUELLO CHE NON HANNO MAI OSATO DIRVI SU UN PON

L'IMPONDERABILE - TUTTO QUELLO CHE NON HANNO MAI OSATO DIRVI SU UN PON


Le nostre opzioni erano due: restare comodamente stravaccati sul divano di casa nostra a guardare serie TV su Netflix o metterci in gioco: peccato che ciò che avrebbe dovuto essere un semplice laboratorio di scrittura e giornalismo (che, chiariamo, era già attraente di per sé) si è rivelato molto di più!                                             
Già dal primo incontro siamo stati felici, da buoni italiani quali siamo, di scoprire che il tema che avrebbe accomunato sia la parte giornalistica sia quella di scrittura sarebbe stato il cibo; mentre noi ci saremmo concentrati sulla scrittura giornalistica e sulla scrittura creativa, altri due gruppi avrebbero lavorato in lingua francese e in lingua spagnola.
D’altro canto pensate a noi poveri studenti che, dopo sei ore di estenuanti lezioni, dopo aver mangiato in tutta fretta un panino, ci ritrovavamo per due ore a parlare e scrivere di cibo nella musica, cibo nell'arte, cibo nelle culture, cibo sano, cibo spazzatura, cibo nel cibo… penso di essere ingrassata solamente scrivendo gli articoli per il blog della scuola.
Tuttavia i veri problemi sono iniziati quando ci è stato chiesto di scrivere il copione per uno spettacolo teatrale che poi avremmo anche dovuto mettere in scena. Abbiamo unito la nostra voglia e la nostra capacità di scrivere racconti al metterci in discussione: chi ha recitato non è un attore di professione. Certo, siamo stati guidati, corretti, consigliati e aiutati da adulti, ma noi siamo tutti studenti! È stato impegnativo, divertente e a tratti imbarazzante, ad esempio quando i personaggi si dimenticavano le parti, quando si sbagliava oppure ancora si rideva  senza motivo. Silenzi imbarazzanti, gaffe e figuracce, eppure, ve lo assicuro, sentire il pubblico applaudire senza sosta e ridere di gusto ha ripagato tutti gli sforzi fatti. “Non è stato facile – commenta Sara Torriani (1B AFM) – perché ci siamo dovuti fermare a scuola trenta ore in più e perché abbiamo dovuto scegliere le musiche, studiare le parti e provare lo spettacolo. Devo dire però che ci siamo divertiti molto: truccarci, gonfiare e sgonfiare i materassini, smorzare la tensione insieme. È sicuramente stata un’esperienza bella e formativa”. La pensa allo stesso modo anche Francesco Napoli (1A AFM), secondo cui “è stato bellissimo recitare insieme ai miei amici, è la cosa più divertente”, anche perché salire sul palco è  sempre un’emozione. La cosa più bella è quando, dopo aver recitato, gli spettatori ti fermano per dirti che sei stato grande, che sei stato stupendo. Capisci di aver fatto centro! Quando, mentre reciti, il pubblico ti applaude è bellissimo, è un’emozione fortissima”. Per Sara il PON è stato l’occasione per “imparare a collaborare con gli altri e a mettermi in gioco con tutta me stessa. Anche se all’inizio non ero convinta di partecipare, mi sono dovuta ricredere: abbiamo sconfitto insieme la timidezza di qualcuno, trovato nuove amicizie e rafforzato quelle vecchie. Sono felice di aver partecipato a questo progetto: impegnativo, costruttivo, divertente… in una parola nostro!”. Un’iniziativa, commenta Francesco, “interessante sia dal punto di vista emotivo, perché con il teatro una persona timida  può sconfiggere la ritrosia, sia dal punto di vista intellettuale perché prima del percorso teatrale c’è stato un percorso formativo sulla scrittura”.
Lungo il cammino siamo stati aiutati molto anche dai prof, per questo abbiamo chiesto un commento alla prof.ssa Giulia Cotta Ramusino: “L’esperienza come Tutor è stata nel complesso positiva, nonostante il lavoro abbia subito diversi cambiamenti, dovuti anche al succedersi di docenti che sono stati coinvolti nelle varie fasi, dalla progettazione all'evento finale. Ho trovato particolarmente gratificante vedere l’impegno profuso dagli studenti, coinvolti in orario extrascolastico per un lungo periodo”.
Electra Arduini, I A afm

giovedì 23 maggio 2019

LA STORIA DELLA PASTA ITALIANA


LA STORIA DELLA PASTA ITALIANA

La pasta è il piatto tipico italiano, un alimento a base di farina, con diverse forme e diversi tipi di cottura (in acqua bollente e sale o con calore umido e salato, ecc); può essere accompagnata da una salsa, da un sugo o da altro condimento di vario genere.
La pasta, abbreviazione dall’italiano pastasciutta, deriva da due vaste e longeve culture gastronomiche, le quali hanno sviluppato questo alimento nel corso di molti secoli in due modi totalmente autonomi e diversi:
-         Quella italiana – con la pasta sfoglia, la pasta ripiena, i famosi spaghetti, i tradizionali maccheroni, la pasta ligure, quella pugliese, siciliana ecc. diffusa in tutto l’Occidente e in ambiti mediterranei.
-         Quella cinese – la pasta shanghiaia, quella pechinese, i wàhntan e i lamiàn. E’ conosciuta e diffusa soprattutto nei paesi asiatici.
Le due tradizioni usano materie prime differenti e tecniche di lavorazione totalmente diverse, non hanno niente in comune per la preparazione, la produzione, la presentazione e la degustazione di questo cibo.
La pasta ha origini molto antiche, dalle valli cinesi dell’oriente alla penisola italica; nella nostra penisola conobbe la fioritura e la varietà che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.


A cura di Sara Grechi
(lavoro svolto nell'ambito del progetto PON "E il naufragar m'è dolce in questo blog")

LA GUERRA DEI ROSES (O COME VI CHIAMATE VOI) - CONCORSO "DAL NOSTRO INVIATO..."


LA GUERRA DEI ROSES     
 (O COME VI CHIAMATE VOI)

Con una diminuzione di matrimoni dal 1998 ad oggi pari al 30%, ed un aumento dei divorzi di circa il 50% relativo allo stesso ventennio, la città di Vigevano si trova ad affrontare un impoverimento a livello familiare con facili ripercussioni sulla futura anagrafica cittadina, come rilevato dai Servizi demografici del Comune.
Non certo una novità, viste le già non facili situazioni economiche, a cui aggiungere responsabilità non sempre condivise all'interno dei nuovi nuclei familiari, difficoltà sorte nel momento coincidente con la fine della cosiddetta “fase dell’innamoramento”, e curiosamente, come afferma lo psicologo Marco Pasero, operante nella città lombarda, difficoltà sessuali, sempre più frequenti, affrontate in differenti modi, dalle coppie da lui assistite.
-Molti- afferma il terapeuta -Trovano faticoso e monotono relazionarsi sessualmente sempre con lo stesso partner- .
-I più giovani- , continua poi , –Tendono ad avere rapporti occasionali in posti di lavoro, locali notturni ed aree di svago come palestre, trasformate all'occorrenza in terreni di caccia per fugaci scappatelle, contrariamente a quanto concerne quella sfera di età compresa tra i 40 e 60 anni, più incline a concentrare i propri amplessi in incontri con vere e proprie professioniste del mestiere-.
Tesi condivisa da Babatumbe e Aminah, ragazze appartenenti alla comunità nigeriana vigevanese, residenti in zona da una decina di anni, che aggiungono – I mariti con alle spalle numerosi anni di matrimonio, che con le mogli non si sentono più liberi di esprimersi, spesso,  vengono da noi per soddisfare le loro fantasie più nascoste -
-Uno dei principali problemi- conferma infatti Pasero -è la mancanza di un dialogo esplicito, riguardante le aspettative, le fantasie e le esigenze che entrambi i partner ripongono nel rapporto sessuale-.
I coniugi, spesso, si distaccano inconsapevolmente l’uno dall’altro, in quanto, la mancanza di un dialogo chiaro in materia sessuale , possa, in realtà, essere l’ inizio di una più amplia problematica all’interno del rapporto coniugale, sfociante solitamente in una fase della relazione definibile “Matrimonio Bianco”, o addirittura nella separazione, come testimoniano i già citati dati relativi ai divorzi, che nell’ultimo ventennio sono passati a registrare dalle 60 alle 118 coppie di ragazzi, che ogni anno, decidono di chiudere la propria relazione.
 -Per matrimonio bianco intendiamo quella fase della relazione priva di amore, nella quale, inevitabilmente, i rapporti sessuali tendono poi ad azzerarsi, evidenziando l’ormai insanabile mancanza di interesse delle controparti- spiega lo psicologo, continuando poi sostenendo quanto anche l’approccio passivo all'atto sessuale da parte di diverse coniugi possa avere come conseguenza la ricerca del piacere in relazioni extra-matrimoniali .
 -Fondamentale, all'interno di una relazione stabile, sarebbe infatti il perenne impegno da ambo i lati, per rendere non solo il rapporto sessuale, ma anche quello sentimentale sempre più stimolante e duraturo nel tempo- constata ancora Pasero, terminando poi con una riflessione sul significato della parola “Famiglia”, che ad oggi, viene precocemente additata a coppie di ragazzi che troppo in fretta decidono di sposarsi, inconsapevoli di sacrifici, responsabilità e compromessi che stanno dietro a una qualsiasi copia degna di definirsi una Famiglia. 

Articolo premiato al concorso giornalistico "Dal nostro inviato".
A cura di Sedino Edoardo, classe V A rim

DIAMO VALORE ALLA CITTA' DELLA CALZATURA (CONCORSO "DAL NOSTRO INVIATO..."


Diamo valore alla città della calzatura!
Poco lontano dal traffico grigio della metropoli milanese, si nasconde una cittadina medievale, che, da sempre, è stata orgoglio dei suoi abitanti: Vigevano. Rinomata per più aspetti, Vigevano è un fiore all'occhiello per i turisti che si aggirano nella provincia di Pavia.
La meravigliosa Piazza Ducale, nel cuore della città, costruita per volere di Ludovico II il Moro, su disegno di Leonardo da Vinci, tra il 1492 e il 1494, è divenuta una delle più famose piazze d’Italia. Gli edifici porticati disposti su tre lati e il maestoso Duomo, dedicato a S. Ambrogio, patrono della città, abbracciano lo sguardo di chi vi accede.
Dalla Torre del Bramante (fine XV secolo, invece, situata nel Castello Sforzesco, nel punto più alto della città, è possibile ammirare uno splendido panorama di Vigevano.
Tanta arte, tanta meraviglia, tanta storia: questa è la nostra città.
La peculiarità di Vigevano, per cui è conosciuta in tutto il mondo, è la manifattura calzaturiera, attiva dall'inizio del XX secolo. Affermatasi durante la prima guerra mondiale, ha raggiunto l’apice durante gli anni cinquanta, grazie all'esportazione di decine di milioni di scarpe, non solo in Italia, ma anche all'estero, così da permettere a Vigevano di guadagnarsi il titolo di “capitale della calzatura”.
Oggi Vigevano è un centro industriale di rilievo nazionale e nota per essere da tempo uno dei principali centri di produzione nel mondo. All’interno del Castello Sforzesco, infatti, è possibile visitare il Museo Internazionale della Calzatura, istituito negli anni ’50. In tale Museo sono conservate calzature provenienti da tutto il mondo e rappresentative dell’evoluzione storica del prodotto. Sono presenti scarpe appartenute a personaggi storici, come la calzatura anni ‘20 di Benito Mussolini, scarpe di personaggi famosi, come la calzatura anni ’60 di Marylin Monroe, e, ancora, le scarpe dei papi, tra cui quelle di Pio XI, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Si trovano esposte, inoltre, collezioni da donazioni e prestiti di aziende e stilisti del settore, quali Ferragamo, Pucci, Pfister, Pollini, Dior, Lagerfeld, Armani, Vuitton e tanti altri.
Il mondo della scarpa e Vigevano, da più di cent’anni, formano un binomio indissolubile!
Simbolo di questo connubio è la scarpa più piccola della collezione del Museo denominata “Mosca”. Realizzata in vero capretto, è dotata di lacci e fiocchetto in punta, è lunga 13 mm, alta 5 mm e larga 6 mm.
Testimonianze storiche di un passato culturalmente importante!
Sono cresciuta in questa realtà che da sempre mi ha affascinata e per affermare la storia e mostrarla a tutti i turisti, ho nel cuore un sogno: poter ammirare all'ingresso della città un monumento che rappresenti “Mosca”: la scarpa più piccola, divenuta la scarpa più grande della città!
Quale migliore emblema per rappresentare la storia, l’arte e l’industria della capitale della calzatura?
Sarebbe un sogno che si trasformerebbe in realtà. Sarebbe ciò che io vorrei, ciò che noi vigevanesi vorremmo.
Un’ulteriore dimostrazione che Vigevano c’è, i vigevanesi ci siamo e la “capitale della calzatura” è qui!

Articolo premiato al concorso giornalistico "Dal nostro inviato".
A cura di Diaby Djenebea, classe I D tur

UNO "STRANO" PERSONAGGIO IN LOMELLINA (CONCORSO "DAL NOSTRO INVIATO..."

Uno "strano" personaggio in Lomellina.


La Lomellina è un territorio ricco di sorprese.
Compreso fra i fiumi Sesia e Ticino, è zona acquitrinosa, felice habitat di flora e fauna tipiche. Oggi però il paesaggio è caratterizzato da monoculture (riso e mais). Da sempre la Lomellina è terra di passaggio: lo era un tempo dai Celti, Romani ed eserciti barbarici(dai Goti ai Longobardi)fino agli Austriaci pur anco i Russi. In queste terre hanno abitato e/o soggiornato personaggi modesti, ma anche celebri: una Teodolinda a Lomello, ad esempio, o un Opicino De Canistris, o un Leone X a Pieve Del Cairo. Anche  nei nostri paesi capita dunque ancora oggi di incontrare personaggi di insolita levatura che, pur non essendo famosi a livello nazionale, hanno tuttavia dedicato molte energie e passione all'arte, alla storia o alla letteratura.
Uno di questi strani personaggi l'abbiamo scovato a Ottobiano, dove vive Giuseppe Papetti, iconografo, pittore, storico, scrittore e conferenziere. Ci siamo recati a casa sua per una breve intervista dove gli abbiamo chiesto le ragioni dei suoi strani interessi. Ci ha detto che fin da ragazzo ha sempre coltivato la passione per il disegno. Ha fatto il maestro elementare, ma da più di 40 anni dipinge icone e arte sacra in genere.
Ha lavorato in Belgio, dove ha conosciuto un maestro russo che l'ha introdotto a questa forma d'arte.
Tra i suoi scritti possiamo trovare: ''L'insigne reliquia della Santa Croce in San Michele a Lomello''(1982), ''Ottobiano: indagine per una ricostruzione storica''(2006)e delle poesie composte tra il 1971 e il 2018.
Per la sua mostra pittorica ''Apocalypsis Jhoannis'' ha scritto un catalogo dove vengono spiegate tutte e 35 le tavole esposte. Questa mostra, a partire dal 2012 è stata ospitata a Ferrera Erbognone, Vercelli, Casale Monferrato e (nel 2014) in castello a Vigevano, per poi avere sede fissa dal 2015 nell'Abazia di Rivolta Scrivia a Tortona.
La Lomellina non è quindi solo una terra di passaggio, con un paesaggio piatto e un  po' noioso, pur con un passato importante: può essere ancora terra ricca di sorprese.
Ospita e alleva personaggi strani, artisti e uomini di cultura, che pur senza raggiungere la celebrità contribuiscono ad arricchire il panorama culturale del territorio.

 Articolo premiato al concorso giornalistico "Dal nostro inviato".
A cura di Alice Dalpedri classe III D tur

giovedì 16 maggio 2019

Tiramisù Vs crema Catalana Vs Macarons


Tiramisù Vs crema Catalana Vs Macarons

Il Tiramisù è un dessert al cucchiaio a base di savoiardi inzuppati nel caffè e ricoperti di una crema composta di mascarpone. Si tratta forse del dolce più amato in Italia e nasce nel 1959 con il nome di “Trancia al mascarpone”. Poiché alcuni clienti ritenevano che questo dolce “tirasse su” di morale per la sua bontà, gli fu attribuito il nome che lo ha reso celebre nel mondo. 
Il tiramisù successivamente si arricchì con una base di pan di Spagna, bagnata con del Marsala e ricoperta da una crema con tuorli e panna.

La crema Catalana invece è un dessert cremoso, sormontato da una pellicola croccante di zucchero caramellato, una copertura di zucchero sulla superficie che anticamente veniva ottenuta grazie a un ferro bollente, mentre oggi – più comodamente – si brucia con un cannello da cucina. 
I Macarons infine sono un dolce tipico francese; sono composti da due dischi di meringa colorata.  Fu la Pâtisserie  Ladurée a ideare la ricetta per la prima volta, stabilendo delle regole tassative, che sono:  l’esterno  dev’essere croccante e avere un interno morbido e cremoso che, con il calore, si deve sciogliere in bocca. 


a cura di El Farssani Ouiame
(lavoro svolto nell'ambito del progetto PON "E il naufragar m'è dolce in questo blog")