giovedì 9 aprile 2020

UN AUGURIO SPECIALE...

Dedicato a voi, ragazze e ragazzi del Casale… 

  


Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.
(Nelson Mandela)




… Un messaggio di speranza, di coraggio e di tenacia, lasciandosi ispirare da due grandi esempi.
La fioritura spontanea di un piccolo fiore selvatico che trova spazio tra le aride rocce di alta montagna per affermare tenacemente la sua voglia di crescere e di colorare di un tenue azzurro il grigiore delle pietre.
Il coraggio e la determinazione di un grande uomo,  un sognatore che ha voluto combattere, accettando reclusione e isolamento, senza rinunciare ai suoi sogni di uguaglianza e libertà!
Un abbraccio,
Stefania Pigorini

#andràtuttobene!

mercoledì 8 aprile 2020

MESSAGGIO IN BOTTIGLIA (riflessioni di una maturanda, parte II)


Il mondo sta affrontando una pandemia. Secondo definizione del dizionario essa è: “una malattia dovuta a un agente infettivo che si diffonde in una zona molto vasta in diverse aree del mondo”. Questa la fredda dicitura, ma a me piacerebbe andare oltre, per parlare di tutti gli aspetti reali e concreti che comporta vivere questa situazione. 
Partiamo dall'inizio: questo 2020 era pieno di speranza ai miei occhi; avevo deciso di dare fiducia a questo anno, avevo tante aspettative e dopo tanto tempo le cose sembravano incominciare ad andare per il meglio. Tutto fino alla comparsa di questo nuovo virus che, attraverso un’infezione dei bronchi, può risultare letale. Rispetto a questa comparsa, per un breve periodo ingenuamente abbiamo tutti pensato: “ma si cosa vuoi che sia!”. Ed è stato proprio questo l’errore nostro e di tutto il mondo. Dopo i primi casi in Italia, ancora troppe persone lo davano per scontato e questa è stata una “fortuna” per il Covid, questo nuovo nemico invisibile, pronto a sconvolgerci la vita. Da un momento all'altro la vita si è come congelata in Italia e tutte le nostre certezze sono venute meno: la scuola è stata chiusa, per alcuni giorni si diceva, e tutti noi studenti abbiamo gioito per un attimo, ovviamente senza immaginare che a partire da questo tutto sarebbe cambiato. Tutti i locali di incontro sono stati chiusi e nelle piazze si sono viste sempre meno persone; molti hanno incominciato ad “impazzire”, facendo razzia di cibo nelle corsie dei supermercati e soprattutto, la cosa peggiore, si è incominciato ad avere paura dei contatti umani. Con il passare del tempo, tutto è poi peggiorato sempre di più, come se stessimo vivendo un incubo; tanti l’avevano considerato come una “banale influenza”, così si diceva, ma ciò nel tempo ha prodotto e sta producendo decine di migliaia di morti; questo virus è riuscito quasi a piegare il nostro sistema sanitario, l’economia e solo il futuro sa cos'altro, costringendoci a misure restrittive tutt'ora pesanti e presenti.
Così è iniziata la Quarantena, il periodo che stiamo attualmente vivendo: siamo costretti a casa, con la sola possibilità di uscire per estrema necessità. Sembrerebbe che non ci sia stato chiesto molto, dobbiamo semplicemente stare a casa. Ma questo “stare a casa”, con l’andare del tempo sta diventando sempre più opprimente, soprattutto per le persone più fragili.
Personalmente l’aspetto che trovo straziante è l’avere timore delle persone, dei rapporti umani, quelli che in un clima di normalità ci permettono di sentirci vivi. Al momento si ha paura di toccare una persona, le carezze sono quasi “fuorilegge”, per non parlare degli abbracci!
Una domanda sorge spontanea: “quando finirà tutto?”. Impossibile saperlo e forse è proprio questa incertezza a logorarci maggiormente. Stare a casa 24 h su 24 h sicuramente aiuta a riflettere su di noi e sulle nostre vite, sulla felicità che magari avevamo faticosamente conquistato e che, al momento, ci sembra perduta. Per alcuni invece questo appare come il lato più intrigante della vita, il non sapere cosa il destino abbia in serbo per noi finché non svoltiamo l’angolo.
Un altro dubbio che popola i nostri pensieri è: “come saremo dopo tutto questo?”. Anche per questa domanda la risposta non è certa; cambieranno molte cose, io credo. Non si darà più nulla per scontato, ci sentiremo grati per essere vivi, ricominceremo ad apprezzare la natura e un tramonto non passerà più inosservato. Torneremo ad abbracciarci fortissimo, torneremo a scuola, torneremo a fare festa, torneremo a vivere l’amore, torneremo a viaggiare e a sognare il mare. Insomma, tornerà tutto come prima, ma con la consapevolezza di essere riconoscenti alla vita ogni giorno. Perché noi esseri umani siamo così, per capire qualcosa dobbiamo “sbatterci la testa”; fino a poco tempo fa passavamo la giornata a lamentarci per le motivazioni più futili, non ci andava mai bene niente e ora anche i piccoli gesti sono diventati essenziali e abbiamo imparato ad accontentarci; ad esempio prima ci faceva sentire bene uscire con gli amici e ora ci facciamo bastare una video-chiamata.
Credo che il popolo italiano abbia dimostrato una forza di volontà e un sentimento di unione incredibili in questo contesto. I medici e gli infermieri stanno facendo un lavoro sovrumano, ogni giorno rischiano la propria vita per salvarne delle altre. Stiamo riscoprendo il valore della solidarietà, che era stato abbandonato da tempo.
Una delle iniziative più stravaganti e di cui tanto si è parlato è stata quella di uscire sui balconi delle case per cantare, ballare e cercare di dimenticare per un secondo l’assurdità che stiamo vivendo; è un gesto che può piacere o meno, però ci dice molto sull'attaccamento alla vita e alla gioia proprio del popolo italiano. Tante cose in passato non mi sono piaciute del Paese dove sono nata e vivo, ma oggi posso dire con sincerità di amarlo e di essere fiera di essere italiana!  
Un altro aspetto sul quale mi vorrei soffermare, essendo un’adolescente e un’allieva di V superiore, è la mancanza della scuola; so che molti di noi non si sarebbero mai immaginati di associare le due parole nella stessa frase, eppure in questa situazione surreale è così. La scuola faceva parte della nostra quotidianità, rappresentava una sorta di porto al quale approdare; nel bene e nel male, qualunque cosa fosse successa, Lei ci sarebbe stata e invece, proprio perché non bisogna dare nulla per scontato, è stata una delle prime a venire meno.  Ad oggi è strano pensare che ogni giorno ci lamentavamo di quanto avremmo preferito essere in qualsiasi altro posto tranne che lì, tra i banchi di scuola, ricordare di quando avevamo l’ansia per le verifiche o le interrogazioni o di quando il tempo sembrava non passare più ed è altrettanto strano pensare a quante volte abbiamo ripetuto: “no, oggi proprio ne farei a meno”. Tutte queste sensazioni facevano parte di noi ed ora che Lei si è allontanata (anche se non è sparita), ci sentiamo tutti un po’ persi. Questo momento è ben diverso da quando finiva la scuola per l’inizio delle vacanze; in quella situazione si era felici, perché arrivava l’estate e la testa si liberava da tutti i pensieri pesanti; ora invece non abbiamo più nessuna certezza, neanche quella di un possibile ritorno alla normalità ed è proprio questo quello che, come ho già scritto, ci fa più paura.
Essendo una maturanda, avevo immaginato che il mio ultimo anno sarebbe stato completamente diverso ed ero piena di aspettative: la camminata dei maturandi, l’ultima gita, gli ultimi giorni di scuola vissuti con l’ansia degli esami e l’eccitazione al pensiero di terminare tutto; infine le ore passate con il compagno di banco, tra gli “scleri” e gli scherzi… Quanto darei per rivivere tutto questo un’ultima volta!
Un’alternativa è stata creata con la Didattica a distanza, tramite lezioni online e so che dobbiamo essere grati di non aver vissuto questa epidemia anche solo 20 anni fa, perché altrimenti saremmo stati tutti molto più soli. Le lezioni vanno avanti e lo sforzo mostrato dai professori per darci un’apparenza di normalità ci fa sentire un po’ meglio.
Alcuni pensieri per la maturità? La confusione più totale, non ci si può più aspettare nulla…. Se una situazione del genere non ci insegna a non crearci aspettative, sinceramente non so cos'altro potrebbe farlo. So solo che in qualunque modo sarà, noi la affronteremo nel migliore dei modi possibili, con qualche competenza digitale in più, maggiore consapevolezza ed un pizzico di coraggio.  
Per concludere questo mio lungo articolo, mi piacerebbe lasciare un messaggio di speranza. A tutti gli studenti del Casale vorrei dire di non lasciarsi vincere da questa situazione: tornerà tutto come prima, tornerete tra i banchi di scuola e avrete ancora tanti momenti da passare insieme, anche quelli più difficili; ecco, imparate a goderveli, perché credo che noi maturandi non potremo più farlo!
 Proprio ai maturandi invece vorrei dire di avere coraggio; stiamo affrontando tutto questo per la prima volta e quest’anno è stato molto diverso da quello che avevamo immaginato; ma “diverso” non vuol dire per forza “peggiore”; stiamo scrivendo la Storia, tutti si ricorderanno di questo momento e noi potremo dire: “io c’ero”! Qualunque forma avrà questa nuova maturità, noi la affronteremo con tutto l’impegno possibile.
Un ultimo messaggio vorrei lasciarlo ai nostri professori, che nonostante tutto hanno cambiato le loro abitudini e i loro “sacri programmi” per venirci incontro. Penso che non sia facile spiegare attraverso uno schermo, soprattutto senza ricevere un riscontro diretto da parte degli studenti che spesso non si manifestano visivamente, ma appaiono dietro un logo; malgrado questo, armandosi di molta pazienza, stanno riuscendo a trasmetterci i loro insegnamenti e per questo dobbiamo essere loro grati.
Ancora, vorrei lasciare un messaggio alle generazioni future: non date nulla per scontato e godetevi ogni singola esperienza che la vita vi regala. In una situazione come questa a noi è stata tolta la quotidianità, tutte le azioni che rendevano “Bella” una semplice giornata; voi, che verrete quando tutto ciò sarà finito, non fate lo stesso nostro errore: godetevi tutto quello che la vita ha di meglio da offrire!
Con affetto

Chiara Lista, V C tur 


martedì 7 aprile 2020

A MODERN COMMUNICATIONS COMPANY (#Io resto a casa... Ma faccio i compiti)

Per la nostra rubrica oggi ci occupiamo della trasformazione dell'apparecchiatura della società Elettrotecnica BC, riconvertita per la produzione di mascherine.
Il lavoro è stato svolto da alcuni allievi della classe V A MODA e precisamente da: Alessia Torchia, Giulia Piccolini, Giorgia Grassi. 
A questo link potete vedere il video: 

lunedì 6 aprile 2020

DISTANTI... DALL'EVASIONE FISCALE!

Il 3 aprile 2020, con la prof.ssa di Diritto e Relazioni internazionali Luisa Broli, abbiamo avuto il piacere di conoscere il dott. Silvano Pantaleo, Dirigente dell'Agenzia delle Entrate di Pavia, che cortesemente ci ha concesso una breve lezione sull'evasione fiscale, sulle ragioni per le quali si pagano i tributi e sulle modalità della loro riscossione.
Egli ha evidenziato come sia importante il pagamento dei tributi anche in prevenzione di casi di emergenza come quella che ci troviamo ad affrontare in questo periodo. E’ stato inoltre sottolineato che l’evasore fiscale gode degli stessi trattamenti del cittadino che paga i tributi.  L’evasione fiscale ha ripercussioni sui cittadini onesti che si ritrovano a pagare tributi più elevati, pagando anche per chi non lo fa.
È stata una lezione diversa rispetto al solito, molto interessante ed educativa.
Alla fine abbiamo potuto esporre i nostri dubbi e rivolgere delle domande al dott. Pantaleo, che ha risposto in modo esaustivo e semplice da comprendere per noi ragazzi.
Se si potesse non esiterei a ripetere un'esperienza simile!
Ringrazio la prof.ssa Broli per aver reso possibile tutto ciò in un periodo in cui dobbiamo far fronte alla 'famigerata' didattica a distanza e, ovviamente, il dott. Pantaleo per la sua disponibilità.

A cura di 
Davide Dhayaaa – V A RIM

venerdì 3 aprile 2020

CITTADINI NON PER SCELTA MA PER OBBLIGO #Io resto a casa... Ma (VOI) leggete e (NOI) scriviamo!


Alla fine del percorso di formazione di una persona, tra le varie opzioni, c’è la possibilità di trasferirsi  all'estero e ci possono essere svariate ragioni dietro a questa scelta. In Italia questa via, tra i giovani, inizia a essere presa in considerazione sempre di più, perciò questo paese si trova in una situazione che vede gente qualificata e specializzata usufruire delle proprie competenze in altri paesi a discapito dello stato che l’ha formato, dunque ci si chiede se è giusto che ciò succeda e in particolare perché accada, perciò bisogna identificare le cause, le quali sono varie. Fra queste cause ci sono quelle controllabili, e quindi aggiustabili, e quelle fuori dal controllo della nazione. Una persona, per esempio, decide di andare all'estero perché non ritiene di trovare gli sbocchi lavorativi che desidera o perché la prospettiva della carriera che potrebbe avere in un altro paese non è paragonabile a quella offerta dall'Italia; un altro caso può essere la situazione socioeconomica creatasi nel paese per via delle decisioni politiche prese in passato, sfavorevoli verso i giovani d’oggi. Dall'altro lato però un individuo decide di andare all'estero anche per ragioni familiari. Infine ci sono casi in cui la persona stessa non si ritiene parte del paese in cui si trova, in quanto non si ha nessun controllo su tutto ciò che riguarda il  dove e quando nascere, invece sente che i suoi valori e principi morali, ma anche culturali si avvicinano di più a quelli di un altro paese, dunque non si sente parte della comunità in cui è cresciuto e desidera abbandonarla, o ancora perché quel soggetto non si identifica come cittadino di una nazione, bensì cittadino del mondo perciò non  sente nessun obbligo verso il paese in cui è nato, vale a dire non ha un pensiero o una visione nazionalista, ma cosmopolita. Per quale motivo bisognerebbe sentirsi in debito o in obbligo di dare indietro al luogo in cui si è nati, se tutto ciò è fuori dal proprio controllo? Tutto ci viene imposto, non possiamo prendere una vera e propria scelta fino al raggiungimento della maggiore età, non si può  specificare se si vuole  essere formati da quello stato, anche perché quando si è bambini non si ha una concreta visione del mondo o una idea sensata di quello a cui si ambisce. Tutto quello che viene speso nella formazione di una persona è oltre la sua completa comprensione, in quanto occorre ricordarsi che si tratta di formare persone che non sono ancora capaci di intendere e volere, inoltre è obbligatorio impegnare tale spesa e  ovviamente è impossibile poter sapere, prima di istruire qualcuno, se quel soggetto andrà sicuramente all'estero o meno, perlopiù oggigiorno è più facile che mai scoprire altre nazioni e la vita che esse possono offrire, anche gli spostamenti sono più facilitati almeno nei territori dove ci sono accordi, e la maggioranza degli Stati sviluppati sono democratici quindi sì è liberi di fare queste scelte. Perciò non si può proprio contenere del tutto le emigrazioni e le uscite di denaro. Dunque, quello che lo stato può fare è riparare quelle cose su cui ha effettivamente controllo, come per esempio investire di più sui giovani, nonostante siano la minoranza della popolazione italiana, proporre incentivi alle aziende per assumerli o perlomeno garantire una stabilità e correttezza maggiore sui contratti di lavoro. Sono misure difficili da adottare per l’Italia a causa del debito pubblico e per via di altre problematiche che il paese deve affrontare. Sicuramente se la nazione potesse dimostrare di essere in grado di offrire un futuro plausibile ai giovani le emigrazioni calerebbero, dopotutto l’Italia è un paese orgoglioso, e sia lo stato sia i  cittadini ne vedrebbero i benefici.


A cura di Moustapha Barry, V A RIM  

mercoledì 1 aprile 2020

#ISTAYATHOME... BUT I DO MY HOMEWORK!

Oggi,come avrete notato dal titolo, ci dedichiamo all'Inglese...


Nell'ambito delle attività a distanza, le classi quarte degli indirizzi RIM e CAT hanno lavorato producendo delle presentazioni in lingua inglese sui seguenti temi:
-      La 4 R.I.M. ha analizzato in queste settimane il concetto di marketing e di strategia di mercato, il marketing mix e il marketing digitale. Dopo questa fase “teorica”, gli studenti hanno prodotto delle presentazioni su delle aziende liberamente scelte da loro. Qui potete trovare esempi di alcuni lavori:








-      La classe 4 C.A.T. ha invece approfondito il concetto di stereotipo, attraverso letture e attività di speaking. La classe è stata poi suddivisa in tre gruppi e ognuno di essi ha analizzato rispettivamente gli stereotipi relativi all’Italia, al Regno Unito e agli Stati Uniti.
Interessanti spunti di riflessione…per abbattere le barriere in un momento di difficoltà globale!






A cura della prof.ssa Laura Bazzan 

martedì 31 marzo 2020

RIFLESSIONI DI UNA MATURANDA… CASALE I MISS YOU!


Penso che a settembre nessuno avrebbe mai pensato che, per trasmettere il nostro pensiero, un giorno avremmo avuto la possibilità di farlo solo dietro ad uno schermo. Senza alcuna alternativa.
Ad oggi, questa situazione di emergenza che ci ha colpito all'improvviso, ha cambiato molti aspetti della nostra vita, a partire dalla scuola. 
Non è come quando sta per finire l’anno e si è consapevoli che sta per arrivare l’estate… Prima che ci fossero le lezioni online, era difficile pensare che da un giorno all'altro avremmo dovuto cambiare le nostre abitudini e i nostri stili di vita: non svegliarsi più ogni giorno alle 7 del mattino, piuttosto che non dover stare seduti dietro a un banco per ore.
Nonostante abbia anche alcuni aspetti negativi, la tecnologia oggi ci permette di entrare a contatto con chiunque e di svolgere le lezioni online, attraverso la tanto citata Didattica A Distanza. Penso spesso a come avrebbero fatto anni fa, quando ancora non esistevano tablet, iPhone, computer, ecc.
Dopo qualche settimana, posso dire che tutti "ci abbiamo preso la mano”, abbiamo capito come funziona, come svolgere le lezioni e come contattare i nostri professori grazie alle varie applicazioni. Sicuramente questo è un grande cambiamento e un evento nuovo per noi tutti, che lo stiamo sperimentando anche per continuare in qualche modo la nostra solita e oggi improvvisamente diventata "cara" routine, senza perdere lezioni o parti del programma scolastico, ma anche e soprattutto quella rete di relazioni che la scuola ci garantiva.
Per quanto mi riguarda, ormai me ne sono già creata una nuova, abituandomi agli orari, a quello che posso e non posso fare in casa, allo studio e alla gestione di tutte le materie e progetti che ci vengono assegnati.
Fra di noi c’è chi è più contento e vede più aspetti positivi in questo cambiamento e chi invece è preoccupato o spera di tornare a scuola il prima possibile, per poter tornare alla quotidianità di qualche mese fa, per poter rivedere i compagni e gli amici e per potersi godere la propria giornata al massimo, cosa che in questo periodo proprio non si può fare.
In particolare, in ambito scolastico, questa situazione colpisce i compagni che, come me, sono all'ultimo anno e dovranno svolgere a breve la prova finale di maturità. Un esame che già normalmente spaventa quasi tutti e che, ora come ora, temiamo ancora di più.
Se la situazione non migliorasse e questo “nemico infettivo” continuasse a colpire, dubito che sarà possibile la riapertura delle scuole essendo, utilizzo un altro termine tanto citato in questi giorni, un luogo di assembramento per eccellenza. E se davvero dovesse andare in questo modo, saranno presi provvedimenti a riguardo, attraverso la riduzione del programma e “aiuti” non meglio specificati ma promessi dal Ministro, oltre che dai nostri professori che, come sempre, saranno disponibili a venirci incontro.
Fa strano pensare che oggi siamo quelli che studiano e che un giorno, probabilmente, saremo noi ad essere studiati dalle generazioni future, finendo magari su un manuale di Storia.
Spero che tutto questo finisca il prima possibile e, da studentessa, non avrei mai pensato di dirlo ma… Mi manca il Casale!

A cura di Eleonora Frigerio, V C  Tur

lunedì 30 marzo 2020

CON UN PO' DI POESIA... (#io resto a casa... Ma faccio i compiti!)


Durante l’attività didattica a distanza, una delle proposte fatte durante una lezione di spagnolo riguardava “UN PASEO POR EL VOCABULARIO Y EL REFRANERO DEL AMOR”, uno studio del vocabolario legato alla poesia d’amore, in particolare attraverso attività interattive e la lettura ad alta voce di un sonetto di Lope de Vega. Un ulteriore approfondimento proponeva alla classe la ricerca di un testo “amoroso” in italiano da tradurre e proporre in lingua spagnola. Molte ragazze (soprattutto loro) si sono lanciate nell’attività, è proprio il caso di dirlo, “anema e core”, proponendo poesie di Montale, Merini, Catullo, Dante, D’Annunzio. Proprio a quest’ultimo è dedicato il video realizzato da Federica Laporati, che propone la poesia “Rimani”, diventata "Quédate".
Ecco il testo.

Rimani! Riposati accanto a me.
Non te ne andare.
Io ti veglierò. Io ti proteggerò.
Ti pentirai di tutto fuorché d’essere venuto a me, liberamente, fieramente.
Ti amo. Non ho nessun pensiero che non sia tuo;
non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te.
Lo sai. Non vedo nella mia vita altro compagno, non vedo altra gioia
Rimani.
Riposati. Non temere di nulla.
Dormi stanotte sul mio cuore.

Per l'ascolto di Federica Laporati, invece, utilizzate questo link: https://youtu.be/z5WObuc31ig

Vi lasciamo anche i testi delle altre poesie, per chi volesse continuare l’esperienza.

Ho sceso, dandoti il braccio – Eugenio Montale
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Bajé, dándote el brazo
Bajé, dándote el brazo, por lo menos un millón de escaleras
y ahora que tu no estás, está el vacío en cada escalón.
Aun así, nuestro largo viaje ha sido corto.
El mío todavía dura, ni más necesito
las conexiones, las reservas,
las trampas, los escombros de los que creen
que la realidad sea la que se ve.
Bajé un millón de escaleras dándote el brazo
no porque con cuatro ojos quizás se ve más.
Contigo las bajé porque sabía que de nosotros
las verdaderas pupilas, aunque tan borrosas,
eran las tuyas.

“Tra le tue braccia” di Alda Merini
Tra le tue braccia
C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di
sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai
ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar.

En tus brazos
Hay un lugar en el mundo
donde el corazón late fuerte,
donde te quedas sin aliento,
por cuanta emócion sientes,
donde el tiempo se detiene
y ya no tienes edad;
Ese lugar está en tus brazos
donde el corazón no envejece,
mientras la mente nunca deja de soñar…
De ahí no podré escapar
porque la fantasía de encanto
Sufre nuestro calor y no…
nunca permitiré
renunciar a quién
por amor me hace volar

Tanto gentile e tanto onesta pare
«Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
 Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.»

«Se la ve tan amable y tan honesta
a mi señora, cuando saluda a los otros,
que cada lengua, temblando, se vuelve muda
y los ojos no se atreven a mirarla.
 Ella se va, oyéndose alabar,
benignamente, de humildad vestida,
y parece que sea una cosa venida
del cielo a la tierra para mostrar milagro.
 Se muestra tan agradable a quien la mira
que a través de los ojos da una dulzura al
corazón,
que no la puede entender quien no la siente;
 y parece que desde sus labios proceda
un espíritu suave, lleno de amor,
que va diciendo al alma: Suspira.»

Viviamo, o mia Lesbia, e amiamoci,
e le dicerie dei vecchi severi
consideriamole tutte di valore pari a un soldo.
I soli possono tramontare e risorgere;
noi, quando una buona volta finirà questa breve luce,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci.

Vivamos, mi Lesbia, y amémonos,
Y los rumores de los viejos duros
considerémoslos todos de valor igual a un céntimo.
Los soles pueden ponerse y volver a salir;
nosotros, cuando de una vez se acabe esta breve luz,
tenemos que dormir una única noche eterna.
Dame mil besos, después cien,
luego mil más, de nuevo cien,
luego sin parar otros mil, luego cien;
después, cuando nos hayamos dado miles,
los confundiremos o quizás no, para no saber su número
y para que ningún malvado nos mire mal,
sabiendo que nos dimos tantos besos.

Buon lettura!
Michela Cairo


venerdì 27 marzo 2020

UNA FIABA PER NOI (#IO RESTO A CASA ... MA FACCIO I COMPITI!)

Ecco una piccola fiaba per grandi e piccini scritta da un nostro giovane studente …

IL MALCONTENTO CORONAVIRUS

Tanto tempo fa, in un luogo molto, molto, lontano era il primo giorno di scuola; tutti i bambini
entrarono nelle proprie aule: erano contentissimi di conosce le proprie maestre e di farsi nuovi
amichetti, tutti contenti tranne uno, si chiama Coronavirus.
Tutti i bimbi durante la ricreazione uscirono in cortile a giocare, ma Coronavirus se ne stava solo
soletto seduto su una panchina.
Allora arrivò vicino a lui un bimbo di nome Cinesino che si sedette affianco a lui.
Dopo alcuni giorni diventarono finalmente migliori amici; uscivano sempre insieme, si ritrovavano a
mangiare e a dormire a casa l'uno dall'altro, facevano i compiti insieme; tutto andava bene fino a
quando un giorno successe qualcosa di sconvolgente.
Cinesino venne preso in giro a causa del suo nuovo amichetto che aveva un aspetto strano:
indossava sempre uno strano cappello fatto a Corona con tanti campanellini sulle punte della
corona. Allora il bambino cinesino decise di togliersi la vita.
Quando Coronavirus venne a sapere questo, si infuriò con tutto il mondo, allora lui insieme alla
sua enorme famiglia andò in giro per il mondo ad infettare con una terribile malattia respiratoria
tutte quelle persone che camminavano per strada con i propri amici.
Da allora tutti cominciarono a temere enormemente Coronavirus perché ogni volta che
semplicemente vedeva persone fuori dalle proprie case, lui le aggrediva e le infettava.
L'unico modo per tenere a bada Coronavirus era non avere contatti con le persone.
Tutto questo era tristissimo: tutti soli in casa, per mesi e mesi.
Ma questo sarebbe servito per isolare il cattivo e vincere.
Virus e la sua famiglia si resero conto del male che stavano facendo e vedendo tanta tristezza
pensarono che non era giusto il loro comportamento… l’amore deve essere tra tutti. Loro con una
bacchetta magica sparsero una polverina su tutto il mondo…il sole splendeva nel cielo, i fiori
sbocciavano e un’aria di felicità cominciò a prevalere…
I bambini per primi e gli adulti poi ricominciarono ad uscire a stare di nuovo insieme. L’amore
trionfò!
Da quel momento fino ad oggi però tutti fanno attenzione alle persone che frequentano, ma vissero
tutti felici e contenti.

Corrado Gabriele
1 moda
(con la collaborazione della prof.ssa Federica Cotta)

giovedì 26 marzo 2020

ECONOMIA DELLA CIAMBELLA (#io resto a casa...Ma faccio i compiti!)




Prosegue la pubblicazione dei lavori più originali con i quali si stanno cimentando i nostri ragazzi in questo periodo di DAD (acronimo di Didattica A Distanza, ormai lo sappiamo Bene!)
Oggi condividiamo alcuni lavori svolti dagli alunni della IV RIM per la prof.ssa Luisa Broli.
L'argomento è l'economia circolare, altrimenti detta "economia della ciambella"!


                       
                      https://youtu.be/1KCgdtTsabc


 






mercoledì 25 marzo 2020

BUON DANTEDI'... APPUNTI PER UN VIAGGIO DA FARE INSIEME



Sono giorni difficili, si sa, ma oggi vogliamo provare a distrarci pensando alla Bellezza e ad uno dei personaggi più significativi del nostro patrimonio culturale: Dante!
Oggi, 25 marzo 2020 è il primo Dantedì, giornata ufficiale dedicata alle celebrazioni del nostro grande antenato e fortemente voluta dal Governo.. 
Questo giorno è stato scelto perché per la maggior parte degli studiosi il 25 marzo del 1300 Dante ha intrapreso il suo famosissimo viaggio nei 3 Regni: Inferno, Purgatorio e Paradiso, così come ci racconta nella sua splendida ed immortale Commedia. 
Anche il nostro Istituto ha voluto dare il suo contributo, con una serie di contenuti originali creati ad hoc. 
Di seguito troverete diversi link; i primi 4 sono contributi letti dall'attrice Sara Urban, che collabora con noi per il progetto teatrale e ci ha fatto lo splendido regalo della sua voce, mentre l'ultimo è stato realizzato dagli allievi della V B AFM con il supporto della prof.ssa Elena Gorini.
Buona visione e... W Dante!!! 

  • La breve vita di Beatrice Portinari (estratto da Dante. Il romanzo della sua vita di Marco Santagata, Oscar Mondadori): https://youtu.be/tLCbScDAkDU
Buona visione, nell'attesa di poter dire anche noi: "E quindi uscimmo a riveder le stelle".

 Per ulteriori iniziative si veda anche:
#ioleggodante: https://www.youtube.com/watch?v=Q-AwA8e_KCI 
#iorestoacasa:  http://media2.corriere.it/corriere/content/2019/FondazioneCorriere/Dante.mp4
#dantedì
#ioleggoacasa

martedì 24 marzo 2020

#iorestoacasa... Ma faccio i compiti!


#iorestoacasa... Ma faccio i compiti!


In questo periodo di "didattica a distanza", nell'attesa di vederci tutti dal vivo, il Blog di Casale Creativo ha deciso di pubblicare via via alcuni dei lavori che i nostri ragazzi stanno eseguendo, con il sostegno dei loro docenti.

Il primo lavoro che pubblichiamo è di Economia politica ed è stato svolto della classe 5A AFM Esabac Techno, sotto la guida della prof.ssa Stefania Rotundo.
Per eseguirlo gli studenti hanno messo in campo competenze disciplinari, ma anche creatività ed impegno.
La consegna per il compito è stata quella di fingersi giornalisti radiofonici o televisivi e poi esperti sul tema della progressività d'imposta e la flat tax.  
Nel link trovate il lavoro svolto da Diaby Korotoumou. 


Link: https://youtu.be/1NPkp1zIPN4 

mercoledì 11 marzo 2020

Perché l'insegnamento è uno scambio...


A tutti gli Studenti e a tutti i Docenti che non si arrendono e, seppur con difficoltà, stanno facendo un lavoro grandioso in questi giorni, dedico le parole di una grande
Donna che ne ha viste ben di peggio dimostrando sempre coraggio, dignità e un’ostinata voglia di andare avanti…

“Un giorno mi diedero il compito di consegnare alcuni pezzi di ferro a un operaio e così conobbi il professor Hirschel, un francese che nella vita libera era insegnante di Storia e che aveva suppergiù l’età di mio padre. Era una persona deliziosa, molto dolce, timida, sensibile: mi ricordò immediatamente papà. […]
“Che classe hai fatto?” mi domandò un giorno.
“Quest’anno avrei dovuto fare la terza media”.
“E in Storia, dove sei arrivata?”.
Gli dissi a che punto mi ero fermata con il programma e lui mi fece la sua proposta.
“Facciamo come se fossimo liberi: parliamo di Storia, non di cose tristi”.
Così, ogni volta che gli consegnavo del materiale, nei due minuti che gli occorrevano per catalogare il ferro, lui mi faceva un pezzetto di lezione.
Era bellissimo, perché in quel momento non eravamo prigionieri, eravamo professore e alunna. Per giorni e giorni ci riprendemmo i nostri ruoli e un po’ di libertà. Non vedevo l’ora di arrivare in fabbrica per avere questo contatto con lui.
Con il professor Hirschel ci fu un vero scambio: lui mi regalava il suo sapere e io lo ripagavo con la mia sincera attenzione, con il mio interesse. E, del resto, come avrei potuto non ascoltarlo? Le sue lezioncine erano incredibili: ripercorrevamo grandi eventi del passato vivendo noi stessi in una pagina di storia. Un film nel film”.

[Liliana Segre, Enrico Mentana – La memoria rende liberi, Rizzoli editore, pp. 119/121]

Con tanto affetto
il curatore del Blog CasaleCreativo  

#lascuolanonsiferma

venerdì 21 febbraio 2020

MICAM: IL PERFETTO CONNUBIO TRA ALLESTIMENTO E CALZATURA


MICAM: IL PERFETTO CONNUBIO TRA ALLESTIMENTO E CALZATURA 



Dal 16 al 19 febbraio 2020 si è svolta a Milano la manifestazione dedicata alla calzatura, organizzata da ANCI Servizi e promossa da Assocalzaturifici Italiani: MICAM, il salone internazionale leader del settore calzaturiero che fonde, con successo, business e fashion.
L’evento si svolge due volte all’anno, a febbraio e a settembre, presso il quartiere fieristico di Fiera Milano Rho, presentando rispettivamente le collezioni autunno/inverno e primavera/estate dell’anno successivo.
L’edizione di Febbraio 2020, “MICAM in Wonderland”, si è distinta per l’approfondimento di alcuni importanti temi: la sostenibilità nei materiali, nei trend e nei processi produttivi, ma anche futuro del retail; durante le giornate sono state organizzate presentazioni, workshop, sfilate, allestimenti e tante altre iniziative dedicate all’innovazione. Inoltre, per il terzo anno consecutivo, l’evento ha promosso il progetto “Emerging Designers”, dedicato a 12 nuovi designer internazionali di calzature.
In data 18 febbraio un gruppo di 23 studenti delle classi 2°A MODA, 3°A CAT/MODA e 4°A MODA vi ha preso parte; gli alunni del corso moda-calzaturiero hanno potuto assistere alle sfilate tenutesi durante la mattinata, “Elements of Sustainability” e “Moda MICAM”, ed ai successivi dibattiti sui temi messi in passerella. Nel pomeriggio è stato utile partecipare alla tavola rotonda “MICAM X – Workshop: CSR & SUSTAINABILITY” oltre che relazionarsi con gli stilisti emergenti presenti nel padiglione 4E.
Gli alunni del corso CAT della classe 3°A, nell'ambito delle attività di laboratorio progettuale legato ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento, hanno potuto toccare con mano la progettazione degli stand fieristici e studiare le differenti soluzioni adottate dai singoli espositori, analizzando tecniche, materiali ed organizzazione degli spazi.
L’uscita didattica è stata per entrambi i gruppi un momento di crescita professionale: essi hanno potuto difatti confrontarsi su tematiche di settore, ampliando in tal modo il loro bagaglio culturale in materia.
Ora bisognerà solo attendere il 29 febbraio, giorno dell’esposizione ufficiale del lavoro della classe 3°A CAT/MODA dal titolo “MC&CO”, occasione in cui gli allievi avranno modo di presentare i loro progetti realizzati in scala reale, uno stand fieristico e una calzatura. Le parole chiave saranno: Ecologia, Sostenibilità e Riciclo… ma non sveliamo altro per ora…

MC&CO è anche su Instagram, seguiteci all'account ufficiale
@mceco_pcto
per rimanere sempre aggiornati tramite foto e stories con le notizie più importanti della giornata.

 
Hanno partecipato all'uscita didattica (e contribuito all'articolo):
Classe 2°A MODA – Catano Giorgia - Fallacara Marianna - Gioiosano Alice - Lombardo Aurora - Qosja Alessia - Verza Francesca
Classe 3°A MODA – Bosso Gloria Ruth - Bozzola Nicole - Iavarone Letizia
Classe 3°A CAT – Bouzerda Walid - Cottone Antonio - Fantato Alessia - Komendantov Maxim - Mazzini Angelo - Merli Francesco - Motta Alice - Nicala Riccardo - Spiccia Matteo
Classe 4°A MODA – Albertelli Luca - Bono Silvia - He Liu Xiao - Piccione Elissa - Polato Lorenzo

martedì 18 febbraio 2020

Cat goes to Università degli studi di Pavia

Cat goes to Università degli studi di Pavia


In data 13 febbraio 2020, i nostri studenti del triennio C.A.T. accompagnati dai prof. Andrea Tortini, Santo Occhiuzzi e Tiziana Tellini, si sono recati presso l'Università degli Studi di Pavia per assistere ad una lezione sul tema "frane e terremoti".
"È stata una bella giornata" afferma Stella di 4ªA CAT.  Prosegue Stella: "Al mattino abbiamo seguito una lezione all'università nella quale sono state affrontate tematiche generali sulle frane, con la presenza di due geologi che ci hanno fornito anche una semplice ma efficiente dimostrazione pratica. Successivamente  ci siamo diretti all’Eucentre, dove ci hanno mostrato dei macchinari che eseguivano delle prove per testare la resistenza a compressione/trazione su cubetti di calcestruzzo. Al pomeriggio abbiamo visitato il Duomo di Pavia
e altri monumenti principali. Infine abbiamo visto il Ponte Coperto, dove ci siamo divertiti a scattare un paio di foto. Tutto sommato posso dire che è stata un'esperienza bella ed utile e che rifarei sicuramente, perché mi è piaciuto visitare ambienti nuovi  e stimolanti, come quello universitario. Spero in un futuro, non troppo lontano, di poterla frequentare come studentessa".

Anche il prof. Tortini, responsabile dell'uscita didattica, si reputa entusiasta: "i nostri alunni si sono distinti per serietà e preparazione, interagendo con i docenti universitari in modo propositivo. Sono pienamente soddisfatto di tutti loro!"
"Condivido quanto detto dal collega" aggiunge il prof. Santo Occhiuzzi;  "i ragazzi   hanno saputo applicare sul campo  le competenze e conoscenze  apprese in classe. Di fronte ai principali monumenti di Pavia hanno saputo dire a quale stile architettonico appartenessero, descrivendone materiali e geometrie".


articolo a cura del gruppo triennio CAT

martedì 28 gennaio 2020

SICUREZZA SUL LAVORO... IL "CASALE" SUL PODIO!

SICUREZZA SUL LAVORO... IL "CASALE" SUL PODIO!



L’ATS, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, l’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia e l’INAIL di Pavia e Lodi hanno indetto un concorso rivolto agli studenti degli istituti secondari di II grado della provincia, con lo scopo di sensibilizzare e formare i giovani sulle tematiche legate alla salute e sicurezza sui posti di lavoro.
In data 14 Dicembre 2019 si è svolto a Pavia presso la Sala dell’Annunciata sita in Piazza Petrarca, una mostra/evento che prevedeva la proiezione di filmati, testimonianze ed esposizione di lavori svolti nei precedenti momenti seminariali.
La giornata si è poi conclusa con la sfilata di abiti da lavori rielaborati e prodotti dalle scuole partecipanti alla manifestazione la cui ideazione ha presupposto un lavoro di equipe svolto in classe.
Ad ogni istituto è stato preventivamente consegnato un kit, chiamato “DPI-box”, contenente: un caschetto, una tuta in tyvek, una mascherina per le polveri, indumenti usa e getta e sopracalzari; ovvero i classici e più conosciuti dispositivi di protezione individuale. Il concorso prevedeva la rielaborazione e personalizzazione degli oggetti, per conferire loro una forma estetica e/o di comunicazione tale da trasmettere un messaggio di profondo contenuto etico sociale, pur nel rispetto del loro primo uso.
La classe scelta come rappresentante dell’Istituto Tecnico Statale “Luigi Casale” di Vigevano è stata la 5°A MODA, guidata dalla professoressa A.Serio. I ragazzi, una volta presa coscienza dello scopo del concorso, hanno analizzato la tematica cercando di rielaborare il kit base attribuendo ad esso anche un significato “secondo”. Gli aspetti fondanti sui quali ci si è voluti soffermare sono stati tre: la Forza, la Libertà e la Semplicità: concetti a primo acchito poco coesi tra loro, ma che trovano significato comune nella tematica del concorso. Il concetto di “Forza” è stato inteso come protezione, quello di “Libertà” come leggerezza mentre la “Semplicità” è stata trasposta come naturalità. Il messaggio scelto è l’importanza dei DPI nella vita lavorativa di tutti i giorni. Tali oggetti devono essere visti e soprattutto vissuti come scelta e non come un’imposizione; il lavoratore deve essere autonomamente incentivato ad indossare i dispositivi di protezione senza sentirsi limitato nello svolgere le attività che le singole mansioni richiedono, facendo diventare questi, oggetti della sua quotidianità.
L’approccio pratico messo in atto è di tipo ludico ed intuitivo; l’ispirazione al personaggio “La Cosa” della saga Marvel - I Fantastici Quattro, è servita per riportare agli elementi il messaggio di forza e sicurezza; la tecnica del “Dripping” di Jackson Pollock ha permesso di trasmettere il concetto di libertà, tema fondante per l’artista, ed infine ci si è affidati ai più iconici di tutti i giochi: i Lego, che con il loro design riescono a fare in modo che siano utilizzabili intuitivamente da chiunque senza l'ausilio di istruzioni. Mescolando questi tre elementi si è cercato di trasmettere in modo indiretto il messaggio chiave: “Forza, Libertà e Semplicità; una ricetta di stile vincente”. Il progetto ha riscosso un grande successo da parte della platea e della giuria, tanto da farlo accedere al podio dei vincitori guadagnandosi un meritatissimo 3° posto.

 Articolo a cura della Classe: 5°A MODA
Alunni: Antona Gloria – Grassi Giorgia – Grimaldi Greta – Malinverni Sofia – Palmisano Giulia – Petrov Dumitrita – Piccolini Giulia – Scarpetta Arianna – Torchia Alessia – Trevisan Giacomo – Volpati Alessandro
Di seguito proponiamo l'elaborato che è stato premiato:



martedì 7 gennaio 2020

LAVORARE PER VIVERE O VIVERE PER LAVORARE? - L'angolo del tema


LAVORARE PER VIVERE O VIVERE PER LAVORARE?

Il tempo libero ha da sempre ossessionato l’essere umano; difatti un uomo dal momento della propria crescita, prima frequentando la scuola e in seguito recandosi al lavoro ha come pensiero fisso la libertà. Ma come fare se il tempo libero diventa una vera e propria ragione di vita?
Questo paradosso viene analizzato dall'autore D. Mothè nella sua opera “L’utopia del tempo libero” e anche il titolo rivela il carattere ossessivo del tempo libero; infatti “utopia” significa (secondo definizione del dizionario): l’oggetto di un’aspirazione ideale, non suscettibile di realizzazione pratica.
Dunque per l’autore dietro al tempo libero si nasconde un vero e proprio circolo vizioso; gli uomini hanno sempre ambito ai desideri riguardanti lo svago per i quali bisogna provvedere attraverso mezzi finanziari più alti, a seconda della condizione in cui si trova la persona; questi mezzi economici possono essere raggiunti tramite il lavoro ma, di conseguenza, se una persona è occupata eccessivamente da quest’ultimo, dove troverà il tempo per godersi il tempo libero? 
La risposta corretta probabilmente non esiste. Nella vita di oggi trovare un perfetto equilibrio tra lavoro e tempo libero è veramente utopico e in poche persone riescono a raggiungere questo obiettivo; c’è chi si concentra solo sull'impiego, divorato dalla “fame di soldi e di successo” e finisce per trascurare ciò che nella vita conta davvero, ossia l’amore, la famiglia e lo svago. Al contrario, sono presenti casi di persone che vivono basandosi sulla teoria del “Carpe diem” ossia di godersi l’attimo e molto probabilmente arriveranno a trent'anni e vivere sotto un ponte, o qualcosa di simile.
Analizzando la storia del tempo libero, ossia l’insieme di attività svolte all'esterno dell’attività lavorativa, ci accorgiamo che questo concetto non è sempre esistito. Il tempo libero nasce tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, quando è mutata la condizione di vita degli uomini da contadini a operai e con i ritmi della fabbrica, si è venuto a creare il cosiddetto “tempo libero” (senza funzioni lavorative); in questo periodo si sono diffusi i caffè, i ristoranti, le sale da ballo e i cinema.
Da qui si collega il secondo aspetto del ragionamento di Mothè, ossia quello economico: è giusto che chi è in condizioni di vita migliore abbia opportunità di svago migliori?  Probabilmente la popolazione media, molto egoista, risponderebbe affermativamente a questa domanda, andando ad analizzare ogni singola situazione troviamo delle incongruenze. Ad esempio, è giusto che una madre per accontentare il figlio compia sacrifici enormi, senza che questi desideri vengano mai appagati? Io non credo proprio.
Eppure la società odierna funziona così, facendo dilagare l’egoismo e l’isolamento dei singoli.
Un’altra problematica della società di oggi, forse quella più preoccupante, è quella della continua ricerca del piacere che, una volta raggiunto, non verrà mai appagato; a pensarla così, già prima di noi, è stato il grande poeta Giacomo Leopardi e bisogna riconoscere che aveva proprio ragione.
La conseguenza è che ci si ritrova a rincorrere qualcosa che non ci basterà mai. Ad esempio, dopo aver partecipato ad una festa, o dopo aver acquistato un oggetto, ritorna subito il desiderio di altro e quindi, ci si gode veramente questo tanto mitizzato tempo libero? È da qui che si capisce la scelta del sostantivo “utopia” in associazione a esso.
La disponibilità di accesso ai beni è in proporzione ai soldi che si guadagnano e quindi si potrebbe arrivare alla conclusione che la felicità coincida con i soldi ma, nella realtà, bisogna distinguere la felicità dalla vera Gioia e quest’ultima è conquistabile solo attraverso i beni immateriali, ossia le emozioni.
In conclusione io penso che non esista una regola perfetta da poter applicare alla relazione lavoro/tempo libero. Il circolo vizioso esiste, è reale e spetta alla singola persona non essere travolto da esso per poter vivere nei migliori dei modi.  

a cura di Chiara Lista, V C tur
(da una traccia di maturità)