mercoledì 20 marzo 2019

“FACCIAMO ECONOMIA”, UN PROGETTO DELL’ISTITUTO CASALE PER LE SCUOLE MEDIE



“FACCIAMO ECONOMIA”, UN PROGETTO DELL’ISTITUTO CASALE PER LE SCUOLE MEDIE 

Far conoscere i rudimenti dell’economia agli alunni delle classi seconde e terze delle scuole medie cittadine. E’ questo l’obiettivo del progetto “Facciamo economia”, elaborato dalle professoresse Stefania Rotundo e Patrizia Cottino, in collaborazione con le scuole secondarie di primo grado Besozzi, Bramante e Bussi, e inserito nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa degli istituti coinvolti. Se gli alunni delle medie, con vari progetti, hanno già avuto la possibilità di fare approfondimenti in discipline non curricolari, come il diritto, affrontare i principi base dell’economia è stata un’esperienza nuova e stimolante. Anche perché in veste di docenti non c’erano i paludati professori della nostra scuola ma gli alunni delle due classi quarte dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. I quali, per calarsi nei panni dei loro insegnanti di economia, hanno dovuto prepararsi bene su argomenti del programma – partendo dai più elementari per arrivare a quelli un po’ più complessi, come la moneta -, elaborare dei materiali adeguati ai destinatari dei loro interventi, organizzare le lezioni e “provare” l’esposizione dei contenuti fino a ottenere una performance convincente. Per rendere le lezioni più accattivanti, si sono avvalsi di foto e video presi da internet, hanno prodotto cartelloni e carte da gioco, hanno chiesto agli alunni di inventare uno slogan che riassumesse l’esperienza fatta nel corso delle quattro ore di lezione, premiando il migliore con delle caramelle. E la risposta è stata in grandissima parte positiva. Saggiare i temi trattati dall’economia ha anche una valenza orientativa per alunni che quest’anno stesso o l’anno prossimo dovranno fare la scelta della scuola superiore.
Gli studenti del Casale, oltre ad aver vissuto due settimane sui generis, in cui hanno sperimentato le soddisfazioni e le difficoltà di chi sta dall’altra parte della cattedra, si sono misurati con una modalità diversa di fare alternanza scuola lavoro (che tra l’altro con la recente normativa ha preso il nome di percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), non andando in azienda ma mettendosi comunque in gioco in un’attività che li ha indotti a lavorare in gruppo, darsi e rispettare delle regole e un’organizzazione, parlare in pubblico e relazionarsi con alunni più piccoli di loro. Ora il progetto, che ha interessato complessivamente 24 classi, è terminato. Si auspica che possa proseguire nel prossimo anno scolastico.







lunedì 18 febbraio 2019

GEMELLI D'OLTRALPE


GEMELLI D’OLTRALPE

L’I.T.S. “Luigi Casale” di Vigevano e il Liceo “Jules Vernes” di Château-Thierry proseguono un interessante scambio didattico-culturale

Da tre anni a questa parte  l’I.T.S. “Luigi Casale” di  Vigevano sta intrattenendo un gemellaggio didattico-culturale con la Francia, e più precisamente con il Liceo “Jules Vernes” di Château-Thierry, cittadina adagiata sulle rive della Marna e sulle colline della Champagne.
Lo scambio, che affonda le proprie radici in un fortunato incontro dell’istituto Casale con la scuola d’Oltralpe nell’ambito di un Progetto Erasmus, prevede due distinte mobilità per alunni e docenti delle due istituzioni scolastiche: nel periodo invernale i vigevanesi vengono ospitati dai “corrispondenti” francesi per poi ricambiare la cortesia in primavera, quando gli studenti ed i loro professori vengono in Italia.
Anche quest’anno ciò è avvenuto. Una decina di alunni degli indirizzi AFM e TUR dell’I.T.S. Casale, accompagnati dalle docenti Rotundo Stefania e Nigito Sara, dal 3 al 9 febbraio u.s. sono stati accolti dai corrispondenti del Liceo “Jules Vernes” di Château-Thierry per vivere un’intensa esperienza personale, didattica e culturale.
Tutti gli alunni italiani partecipanti allo scambio hanno sottolineato la forte valenza educativa dell’esperienza vissuta: c’è chi, come Chiara Trotta, si dice entusiasta di essere entrata in contatto con una cultura nuova, pur essendo la Francia un Paese non distante dal nostro; c’è chi, come Norma Casali, ha trovato davvero efficace avere un “corrispondente straniero”, peraltro molto simile a lei, poiché ciò ha favorito il dialogo e la costruzione di una vera relazione d’amicizia. Sull’amicizia e sul suo valore universale insiste anche Irene Faccendini che si è sorpresa come nella quotidianità di assistere alle lezioni scolastiche o trascorrere un pomeriggio insieme al bowling si possa andare oltre alle differenze linguistiche, religiose e culturali tra i popoli. C’è chi poi, come Clara Finotti, dichiara di “avere avuto la possibilità di vivere come una ragazza francese, anche se per poco”, attendendo con impazienza l’opportunità a maggio di ricambiare l’ospitalità, offrendo alla propria corrispondente l’occasione di “vivere come una ragazza italiana”; c’è ancora chi, come Swamy Brambilla, sottolinea come esperienze del genere ti facciano crescere, poiché ti mettono alla prova, stimolandoti ad affrontare in autonomia le cose che accadono; allo stesso modo la vede Sharon Kaur che si ritiene, dopo l’esperienza, “una persona più responsabile”, piacevolmente stupita della calorosa accoglienza francese, in particolare della famiglia ospitante. Sono stati, infatti abbattuti molti stereotipi – afferma Gabriele Gandolfi – grazie a questo scambio, non ultimo quello della freddezza dell’accoglienza d’Oltralpe: l’esperienza francese  ha contribuito, infatti, a conoscere meglio un altro popolo con le sue abitudini, le sue tradizioni (come ad esempio la vita agreste legata alla produzione dello Champagne), i suoi problemi contingenti (ad esempio quello dei “gilles jeunes”) e la sua storia (in particolare la grande pagina della Prima Guerra Mondiale oppure il valore educativo delle favole di Monsieur de La Fontaine, nato a Château-Thierry). Non si può infine trascurare l’aspetto linguistico che, secondo Vittoria Rossi e Afaf Errahmouni, ha rappresentato un punto saliente dello scambio: il vocabolario francese si è arricchito ed è  decisamente migliorata la fluidità nella lingua orale.
Insomma un’esperienza eccezionale che Vanessa Truglio rifarebbe ”altre mille volte” e che si aggiunge a quelle che l’istituto Casale offre nel quadro della propria proposta didattico-internazionale costituita da stage linguistici, progetti europei, corsi per certificazioni linguistiche e potenziamento con conversatori madrelingua.
Anche le docenti partecipanti quest’anno allo scambio, entrambe ospitate presso “professori corrispondenti francesi”, ribadiscono la positività dell’esperienza che permette di conoscere e confrontare due diversi sistemi scolastici, due diverse realtà territoriali, nell'intento di costruire, a partire dai giovani, un’unica Europa più forte ed equa.


                       



giovedì 31 gennaio 2019

GIORNATA EUROPEA A MILANO

GIORNATA EUROPEA A MILANO

 Lunedì 21 gennaio la mia classe, la 3A RIM, si è recata a Milano per visitare il Palazzo Pirelli e per svolgere presso l’Università statale della città alcune attività connesse al progetto Pon “Cittadini per l’Europa di domani”, progetto di potenziamento della cittadinanza europea finanziato dall’Unione Europea e promosso dall’ITS “Luigi Casale” di Vigevano. Durante la mattinata, la classe, accompagnata dalla prof.ssa Luisa Broli e dal prof. Marco Mantovani, ha visitato il grattacielo Pirelli: l’imponente edificio è sede del Consiglio regionale della Lombardia e si innalza all'angolo sud-ovest di piazza Duca d'Aosta, dove si trova anche la stazione di Milano Centrale. La visita è iniziata con il 26° piano del palazzo, lasciato vuoto in memoria dell’incidente avvenuto il 18 aprile 2002, quando un aereo da turismo si schiantò contro il piano del grattacielo, danneggiando gravemente la struttura e causando la morte di tre persone. Dopo un ripasso interattivo sulla storia dell’Unione Europea, agli alunni è stato eccezionalmente permesso di entrare nella sala consiliare per una simulazione: noi ragazzi dovevamo votare a favore di una legge, scegliendo tra quella proposta da uno di noi e tra quelle formulate da altri due studenti. Infine siamo saliti al 31° ed ultimo piano del grattacielo, uno dei punti più alti della città: le sue immense vetrate infatti offrono un panorama mozzafiato e garantiscono un punto di osservazione privilegiato su Milano e il territorio circostante. Al termine della visita al Palazzo Pirelli, la classe si è preparata per l’attività che è stata successivamente svolta nel pomeriggio all’università di Milano: una simulazione di dibattito al Parlamento europeo, l’organo legislativo dell’Unione Europea. La classe è stata divisa in gruppi, ognuno corrispondente a un partito politico: ciascun gruppo doveva proporre un emendamento, cioè una modifica, alla direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili proposta dalla commissione, composta per l’occasione da studenti universitari. Il processo legislativo prevedeva precise regole di condotta per poter simulare al meglio il dibattito e l’obiettivo era verificare se il Parlamento europeo costituito dagli studenti fosse in grado di raggiungere un compromesso simile a quello di Strasburgo. La procedura legislativa ordinaria è in realtà molto complessa, ma è stata simulata con impegno da noi alunni per un’ora e mezza circa: al termine delle votazioni, non è stato votato nessun emendamento e la direttiva è stata quindi approvata senza modifiche. La giornata europea a Milano si è rivelata molto interessante e al termine del dibattito in università ciascuno di noi era davvero entusiasta, avendo trovato questa esperienza utile per il percorso scolastico intrapreso. 
Ilaria Sacchi - 3A RIM

OLIMPIADI ITALIANE DI "DEBATE" - PRESELEZIONI

Preselezioni Olimpiadi italiane Debate  

 In data 19 gennaio 2019 gli studenti Dumitra Petrov, Amarildo Progni, Davide Piccione e Zhang Le Chen sono stati accompagnati dalla professoressa Luisa Broli a Busto Arsizio, sede dell’istituto E. Tosi, in occasione delle preselezioni delle olimpiadi italiane del Debate. In questa sede si sono scontrate dieci squadre, ognuna delle quali doveva partecipare a tre dibattiti: i primi due contro avversari scelti mediante sorteggio, l’ultimo attraverso il sistema del 'power compairing', cioè in base alle capacità di ciascuna squadra. I temi oggetto di dibattito sono stati: “Dovrebbe essere proibito ai docenti di interagire con gli studenti attraverso i social-network e “In ambito lavorativo il denaro motiva una persona più di ogni altro fattore”. Mentre il primo tema è stato preparato in precedenza e è stato dibattuto per ben due volte da ciascuna squadra (la prima volta a favore e la seconda contro o viceversa), per il secondo argomento ogni squadra aveva solo un’ora di tempo come preparazione ed è stato dibattuto solo una volta. Ogni squadra è formata da quattro partecipanti, di cui uno riserva. La giornata è stata molto intensa, in quanto non vi sono stati particolari momenti di pausa tra un dibattito e l’altro, se non in occasione delle valutazioni dei singoli giudici e della pausa pranzo.
 Zhang Le Chen - 5 SIA

lunedì 14 gennaio 2019

LE "NOSTRE" LETTURE .... IL CALZOLAIO DI VIGEVANO


LE "NOSTRE" LETTURE .... IL CALZOLAIO DI VIGEVANO


Il calzolaio di Vigevano è stato scritto da Lucio Mastronardi, autore vigevanese nato nel 1930, che inizialmente insegna presso le scuole della zona e che scrive ben tre romanzi incentrati sulla città di Vigevano. Mastronardi ha una vita problematica, è un personaggio controverso e non molto amato dai vigevanesi, con cui ha un rapporto di amore e odio. Egli si ispira a Giovanni Verga e come lui vuole rappresentare un “mondo in piccolo”, quello degli scarpari.
Scrive la trilogia “Gente di Vigevano” che comprende oltre a “Il calzolaio di Vigevano”, anche “Il maestro di Vigevano” e “Il meridionale di Vigevano”, pubblicati a pochi anni di distanza l’uno dall’altro. Riscuotono subito un notevole successo, dovuto anche all’uscita del film con Alberto Sordi, ma allo stesso tempo suscitano molte polemiche. Inoltre, nonostante questo successo, Mastronardi è un autore importante ma dimenticato e questo è definito dai critici contemporanei un “ingiusto oblio”.
“Il calzolaio di Vigevano” viene pubblicato come libro, a seguito dell’esito avuto dopo la pubblicazione nella rivista nazionale , “il Menabò”, diretta da Calvino.
Il romanzo è composto da tanti capitoli molto brevi, in tutto 29, in cui lui utilizza uno stile frenetico e anche frasi in dialetto,  “detti popolari”, come fanno altri autori come Pasolini nei “Ragazzi della vita” e Gadda in “Quel pasticciaccio brutto di via Merulana”, entrambi in dialetto romano. L’impiego di questi dialetti è dovuto alla volontà dell’autore di voler far entrare il lettore all’interno della società e della realtà che descrive, difatti questi dialetti hanno una funzione prevalentemente sociale. Lui descrive molti personaggi: è un “microcosmo”, dove l’autore non parla solo del protagonista, Mario Sala detto il Micca, ma di tutta la società del tempo in cui incombono invidia e critica, una società dove tutti sanno tutto di tutti e cercano di “fregarsi” a vicenda. Questo si può definire uno dei motivi del rapporto di amore e odio e di conflittualità che ha Mastronardi con i vigevanesi che possiamo definire acquirenti, in quanto comprano e leggono i suoi romanzi e bersagli, in quanto i soggetti che vengono raccontati sono riconoscibili, nonostante l’utilizzo di nomi inventati da parte dell’autore.
Nei lettori di oggi questo romanzo suscita “pietas”, pietà dovuta all’ossessione dei personaggi per determinate cose.
“Il calzolaio di Vigevano” racconta di Mario Sala, il “Micca”, il protagonista che proviene da una famiglia di scarpari. Nella Vigevano del tempo, Padroni come Bertelli e Padron Bisio possedevano diverse fabbriche, a differenza del Micca che non ne possedeva nessuna. Egli avrebbe voluto lavorare in proprio o diventare socio di un altro ricco vigevanese, Pelagatta. Sua moglie Luisa era contraria ma, nonostante questo, aiutava sempre in casa il marito a produrre scarpe. Micca e Pelagatta poi diventarono soci.
In seguito Sala è costretto a partire per la guerra e incarica la moglie di occuparsi di tutto: il suo pensiero principale era la sua attività di produzione di scarpe.
Nel mentre, Luisa si dissocia da Pelagatta e inizia a lavorare con Padron Netto di cui diventa amante. Tutti ne sono a conoscenza, ma tra pettegolezzi e altro, nessuno dice nulla a Mario, che scrive ripetutamente lettere alla moglie senza ricevere risposta. Nel frattempo la guerra incombe nella città di Vigevano e nelle zone vicine, provocando diverse vittime, tra cui Padron Netto. Mario torna dalla guerra, consapevole di tutto, ma non si preoccupa tanto della moglie quanto delle sue scarpe perché crede di aver perso tempo: ricomincia immediatamente a lavorare.
In tutto questo clima “negativo”, padroni come Bertelli sono sul lastrico mentre Sala da imprenditore diventa operaio, il più capace nel campo in quanto la sua forza di volontà lo fa eccellere all’interno della sua società.
All’interno del romanzo il pensiero che predomina è quello di “fare danè”, cioè far soldi. È una società dove tutti si vogliono arricchire e vogliono essere superiori agli altri, e uno dei temi principali trattati da Mastronardi è proprio il lavoro; tutti hanno voglia di lavorare, impegnarsi e cercare lavoro.
Per quanto riguarda i personaggi, il protagonista è Mario Sala, l’unico di cui l’autore fa una breve descrizione, mentre gli altri li inserisce con il nomignolo o il cognome senza presentarli. Micca è “piccoletto, tozzo, con le orecchie a bandiera e gli occhi che si illuminano appena sente parlare di lavoro e denaro; è un personaggio che come gli altri ha voglia di fare soldi ma è più ossessionato dal suo lavoro e dal farsi notare dagli altri per le sue abilità. Altro personaggio particolare è Luisa, moglie di Mario, donna triste e stremata dalla vita, obbligata a lavorare anche di notte pur di aiutare e accontentare il marito. Lei invidia le mogli degli altri, le loro capacità e il loro stile di vita.
Si distinguono dalla massa di personaggi con le stesse intenzioni i Matta, una famiglia benestante che voleva andare in America perché sosteneva che lì la vita fosse migliore, ma soprattutto perché non c’era la guerra.
Alla fine del romanzo partirono per l’America, lasciando il loro gatto ai Sala in quanto non potevano portarselo dietro. Per loro questo gatto era un’ossessione, doveva essere lavato con acqua ne’ calda ne’ fredda, doveva mangiare carne di pollo, non bisognava fargli finire lo shampoo negli occhi e soprattutto volevano molte foto in bianco e nero. Per me questo simboleggia il fatto che essendo già benestanti, avevano gusti eccentrici e non si preoccupavano dei soldi o del lavoro come il resto dei cittadini.
Questo romanzo mi ha fatto notare la differenza tra lo stile di vita di oggi e quello di un tempo. Fa capire quanto le persone fossero bisognose e facessero di tutto pur di ottenere ciò che volevano, come se dessero la priorità al farsi notare e al “risaltare” di fronte agli occhi degli altri.
Vedendo Sala, per esempio, mi ha colpito che lui preferisce il pensiero degli altri piuttosto che quello della moglie. Credo sia per questo che in noi lettori della nuova generazione susciti “pietas”, in quanto notiamo la povertà d’animo dei personaggi che viene in qualche modo giustificata da un passato di miserie.


Tema svolto da Eleonora Frigerio, IV C tur

venerdì 21 dicembre 2018

ERASMUS+ - A scuola di internazionalità



ERASMUS+ - A scuola di internazionalità 


Continua con nuove offerte l‘opportunità per gli allievi dell’ITS Luigi Casale di respirare un clima internazionale e confrontarsi con ragazzi provenienti da altre realtà, grazie a ERASMUS+ KA229; il progetto é basato sul tema del “Debate”, una metodologia didattica in cui l’Istituto è pioniere sul territorio e che insegna agli studenti a parlare in pubblico, argomentare e sostenere una tesi supportata da fonti appropriate, il tutto in lingua inglese.
ERASMUS+ permetterà agli studenti di dibattere dal vivo su alcuni argomenti di attualità con gli alunni delle scuole partner. A questo progetto, di cui è capofila la scuola ‘Da Vinci’ di Poznań in Polonia, partecipano, oltre all’ITS Casale, il Colegio ‘La Purìsima’ di Torre Vieja (Spagna), la ‘Max Eyth Schule’ di Alsfeld (Germania) e la ‘Escola Secondaria José Saramago’ di Mafra (Portogallo).
Martedì 11 dicembre, all’incontro dei docenti delle scuole aderenti al progetto tenutosi a Poznań, l’ITS Casale è stato rappresentato dalle professoresse Laura Bazzan e Luisa Broli, che già nell’anno scolastico precedente hanno accompagnato un gruppo di studenti nei primi passi verso questa attività. Le prof.sse Bazzan e Broli hanno trascorso tre giorni a Poznań, lavorando intensamente all’organizzazione dell’intero progetto, alla preparazione delle mobilità future e alla valutazione e alla disseminazione. L’incontro ha permesso alle docenti di conoscere una realtà totalmente nuova e di assaporare, anche se per pochi giorni, le tradizioni e lo stile di vita polacco. L’ITS Casale, a sua volta, accoglierà la delegazione straniera a ottobre 2019.
Il processo di internazionalizzazione dell’Istituto Casale prosegue anche con lo svolgimento del progetto PON per il potenziamento della cittadinanza europea  ‘Let’s debate: Europe!’.
La classe Terza del corso ‘Relazioni Internazionali per il Marketing’ è  infatti attualmente impegnata in un percorso, delle durata di 90 h extracurricolari, incentrato sullo sviluppo di competenze di cittadinanza europea, sulla capacità di argomentare e dibattere  e sul potenziamento della lingua inglese.
Inoltre, grazie ai  finanziamenti ottenuti con il progetto medesimo, un altro gruppo di studenti si recherà in Irlanda durante in mese di agosto, per acquisire la certificazione linguistica in inglese di livello B2.

lunedì 29 ottobre 2018

Scuola digitale senza stress: il prof. Raina incanta un pubblico di docenti increduli


Il prof. Raina incanta un pubblico di docenti increduli




Venerdì 7 settembre ’18 alle ore 14,30 presso ITS Casale di Vigevano, si è tenuto un seminario di formazione dal titolo “Scuola digitale senza stress”, magistralmente condotto dal Prof. Luca Raina.

Il docente, insegnante di lettere presso una scuola secondaria di primo grado, ormai famoso sul canale ”you tube” per il suo modo accattivante di proporre un approccio non convenzionale ad una didattica sempre più volta all’utilizzo di competenze digitali, ha saputo, con una dialettica e una capacità di attirare l’attenzione uniche, incantare una nutrita platea di docenti, disomogenea per istituto di provenienza, grado di appartenenza e disciplina caratterizzante.

Tutti gli insegnanti hanno condiviso con il relatore tre ore intense di contenuti alternate a fasi laboratoriali che hanno fornito innovativi spunti didattici.

I docenti probabilmente attratti dalle due parole, presenti nel titolo del corso “…senza stress” si sono iscritti numerosi fin da giugno, facendo registrare un notevole “sold out”.

Reina ha saputo affrontare questioni spinose e fornire spunti di riflessione davvero interessanti, lasciando il pubblico a bocca aperta e soddisfatto.

L’ Istituto Casale da anni ormai punta su una formazione docenti sempre più al passo con i tempi e il Gruppo del team digitale ha saputo iniziare il nuovo anno scolastico con questa eccezionale iniziativa, che sarà la prima di una serie di eventi aperta a tutti i docenti delle scuole cittadine e non.

Si ringraziano in particolar modo le docenti Luisa Broli e Stefania Rotundo per l’organizzazione dell’incontro e la dirigente Prof.ssa Stefania Pigorini per aver sostenuto e promosso tale entusiasmante iniziativa.

domenica 28 ottobre 2018

Le RADICI e le ALI


Le RADICI e le ALI

Evento conclusivo del progetto “Por tierra de Cervantes” dell’I.T.S. Luigi Casale



Studenti, docenti e genitori dell’istituto Casale di Vigevano, sabato 27 ottobre u.s. hanno raccontato, nella splendida cornice cittadina dell’Auditorium di San Dionigi, la loro specialissima estate 2018, trascorsa in Spagna insieme ad alcuni docenti, grazie al progetto “Por tierra de Cervantes”, PON finanziato dall’Unione Europea per il potenziamento dei percorsi di alternanza scuola e lavoro all’estero.

All’evento conclusivo del Progetto erano presenti: il dirigente scolastico, prof.ssa Stefania Pigorini, convinta promotrice dei percorsi didattici PON in un’ottica di nuova acquisizione delle competenze degli studenti di oggi e dei cittadini-lavoratori di domani; il Sindaco di Vigevano Andrea Sala, entusiasta sostenitore delle relazioni tra istituzioni, al fine di far crescere il territorio ed i suoi abitanti; la referente dell’orientamento della CCIAA di Pavia – Azienda Speciale “Pavia Sviluppo” - la dott.ssa Vanessa Biffi, la quale ha illustrato le attività che in questi anni sono state messe in campo a sostegno dei tirocini di alternanza scuola e lavoro, avendo come obiettivo quello di incrociare le attese del mondo produttivo con i curricula degli studenti delle scuole della provincia.

Al termine dei saluti istituzionali, è stato proiettato il video-racconto dell’esperienza PON degli studenti dell’I.T.S. Luigi Casale in terra andalusa: un susseguirsi di immagini, parole e musiche che hanno saputo narrare, come tanti capitoli di un libro, valori quali l’amicizia e la famiglia, il lavoro ed il servizio, l’educazione e la cultura.

Tutti i protagonisti del Progetto “Por tierra de Cervantes” hanno poi potuto esprimere impressioni e riflessioni, concordando sull’unicità dell’esperienza e sul suo alto valore didattico-educativo, culturale e personale.

Progetti come questo contribuiscono a rafforzare due grandi compiti che la scuola da sempre è chiamata a dare ai suoi alunni: RADICI, forti e profonde che sostengono e nutrono, ed ALI, grandi e leggere, per spiccare il volo senza smarrirsi.

sabato 20 ottobre 2018

Premiazione Coop Contest 2017/18: il Casale c'é!



Nella giornata di ieri, venerdì 19 ottobre, alla premiazione Coop - Contest 2017/2018, hanno partecipato anche due allieve del nostro Istituto in rappresentanza della II B tur, accompagnate dalla prof.ssa Stefania Rotundo e dal prof. Sergio Russo

Gli allievi dell' attuale II B tur, nell'ambito del Progetto "Ne vale la spesa"- Percorso di Educazione al consumo critico e consapevole, hanno presentato a Coop Scuola un lavoro sul Riso della Lomellina, svolto lo scorso anno scolastico.

Il lavoro è piaciuto, meritando una menzione speciale per la riscoperta del territorio, delle sue radici e delle sue tradizioni. 
Alla scuola è stato pertanto conferito un premio del valore di 100 euro in buoni scuola Coop.
PICCOLI PREMI, MA GRANDI SODDISFAZIONI! 


                                                                                                                                                                                    
Nelle immagini, due momenti della premiazione del Coop - Contest 2017/18, n.d.r. 

sabato 29 settembre 2018

A scuola di ... Coding





Sabato 22 settembre gli studenti delle classi prime AFM, CAT e Moda, hanno preso parte ad un laboratorio di robotica educativa proposto dalla docente Amanda Trovò e  dai Superbot,  il gruppo di ragazzi che con lei hanno conquistato a giugno 2018 il primo posto alla European Championship Robocup Junior nella categoria “On stage under 14”. I nostri ragazzi, a turno, hanno avuto modo dapprima di assistere all’esibizione che è valsa la vittoria - riguardante il problema dell’inquinamento dei mari - e poi di cimentarsi in prima persona con la programmazione dei robot. Con i Superbot in veste di tutor, infatti, i nostri studenti si sono sfidati in un semplice esempio di gara della categoria Rescue, che prevede di programmare i robot per far loro seguire un percorso, con vincoli, ostacoli e spazi di manovra. E’ stata questa l’occasione per inaugurare i robot a disposizione della nostra scuola, e per proporre ai nostri ragazzi la possibilità di approfondire l’argomento, tramite l’attivazione di laboratori pomeridiani e attività di potenziamento.


Nelle foto e nel video, alcuni momenti del laboratorio svoltosi lo scorso sabato nelle aule del nostro Istituto. 



domenica 23 settembre 2018




Per chi se lo fosse perso… 
E per chi pensa valga la pena rivederlo! 
In occasione del festival delle TRASFORMAZIONI tornano in scena gli  allievi del nostro Istituto, con la regia di Corrado Gambi.
Vi aspettiamo giovedì 27 settembre, alle ore 21.00 presso il TEATRO MODERNO

lunedì 3 settembre 2018

L’ISTITUTO CASALE DI VIGEVANO “POR TIERRA DE CERVANTES” “Tapas” di impressioni per alunni, famiglie e docenti


Esiste una tradizione culinaria in Spagna, chiamata “Tapas”, consistente in piccoli assaggi di vario genere (queso manchego, pinchito moruno, jamon serrano, tortilla, almendras fritas, ecc…) normalmente consumati in maniera itinerante da un locale ad un altro.
Il termine “Tapas” nasce probabilmente in Andalusia come accompagnamento a “una copa de vino” ed il nome deriva dall’abitudine di coprire il bicchiere con una “tapa”, un piattino, al fine di allontanare gli insetti; il piattino ben presto fu riempito di prelibatezze di carne, pesce o verdure.
Proprio dalla terra andalusa, anche noi dell’I.T.S. “Luigi Casale” di Vigevano, ripartiamo dopo un mese (dal 30 luglio al 27 agosto 2018) di alternanza scuola e lavoro a Benalmádena, vicino a Málaga, per condividere piccoli assaggi, appunto “tapas”, delle nostre impressioni di un’esperienza unica ed indimenticabile.
Grazie al PON (Programma Operativo Nazionale) di potenziamento dei percorsi di alternanza scuola e lavoro, proposti dall’Unione Europea, l’istituto Casale di Vigevano ha potuto far vivere a 15 studenti, accompagnati da due docenti tutor, una singolare estate, che  - come nel “tour de tapas - ha visto susseguirsi momenti differenti, frutto della commistione di ingredienti e gusti molto diversi tra loro.



GLI  STUDENTI: el primer plato
L’obiettivo principale del Progetto “Por tierra de Cervantes” e’ quello di potenziare i percorsi di alternanza scuola/lavoro gia’ svolti dagli studenti in Italia.
Denise Galati, confrontando i due tirocini formativi, descrive la sua esperienza in terra andalusa, dicendo: “al lavoro mi hanno insegnato tutto cio’ che c’era da sapere, riponendo in me una grande fiducia che non e’ mancata nemmeno dopo i miei piccoli sbagli; anzi sono stata incoraggiata con tante piccole frasi che mi hanno spronato a dare il meglio di me stessa”. Anche Clara Finotti e Giulia Avellino, impegnate in un’attivita’ di assistenza a ragazzi disabili, hanno apprezzato il loro stage pur rimarcando uno smarrimento iniziale che poi hanno superato con impegno e tenacia, acquisendo maggiore autonomia personale. Alessia Portanova, infine, dovendo scegliere un colore per descrivere il progetto, non ha avuto dubbi nell’individuare nell’azzurro la tinta da attribuire alla sua esperienza, unica ed inmensa come il cielo andaluso.
Non e’ poi mancato l’aspetto culturale e linguistico del Progetto che ha entusiasmato gli studenti, i quali hanno potuto visitare citta’ magnifiche quali Siviglia, Cordova, Malaga, Tarifa, Marbella, Mijas  e Granada, gustare le specialita’ locali e cimentarsi  nell’utilizzo esclusivo e quotidiano della lingua spagnola.
A tale proposito, Eleonora Frigerio esce da questa esperienza arricchita anche nel suo vocabolario linguistico formale e informale; mentre Valeria Castiglioni e Diana Veronese sono rimaste colpite dall’armoniosa convivenza delle culture presenti nella Comunita’ andalusa, ben sintetizzate dalla citta’ di Cordova con la sua Mezquita, che e’ anche Cattedrale e Tempio ebraico. Fabiana Venosi, la fotografa del gruppo, ha infatti scelto  tra tutti i suoi scatti proprio quello raffigurante il passaggio tra la Mezquita e la Cattedrale, affermando che “l’emozione fu tanto forte, perche’ decisi di seguire il consiglio della guida e cioe’ percorrere il piccolo tratto che separa la parte araba da quella cristiana ad occhi chiusi, aprendoli soltanto alla vista di tanti piccoli artistici dettagli che hanno dato vita ad uno scenario cosi’ bello per me da togliermi il fiato e commuovermi”.
Il Progetto e’ stato inoltre l’occasione di vivere intensi rapporti interpersonali, lontani da casa, con le famiglie ospitanti e tra gli stessi protagonisti dell’esperienza.
Importante e’ stata l’accoglienza delle famiglie spagnole che, secondo Martina Marabese, sono state preziose: nel suo caso, “i genitori andalusí” l’hanno aiutata a superare la malinconia di casa, trattandosi di “una familia numerosa, socievole ed accogliente, data la loro disponibilita’ ad ospitare ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo”.
Fondamentale e’ poi stato il rapporto tra gli studenti, i quali hanno creato solide relazioni di amicizia, tanto che Melania Giarmana’ e, in maniera analoga Andrea Bonato, affermano che “l’unione fa davvero la forza, poiche’ rappresenta uno degli elementi importanti soprattutto in un’esperienza come quella di un soggiorno prolungato all’estero”.



LE FAMIGLIE: la mesa puesta
Tutte le famiglie degli studenti partiti in stage hanno riconosciuto l’alto valore formativo del PON “Por tierra de Cervantes”, poiche’ e’ riuscito ad unire lavoro , tempo libero e cultura. Tale progetto, completamente finanziato dall’Unione Europea, ha dato la possibilita’ agli studenti di realizzare parte dei loro sogni e crescere e maturare piu’ autonomamente. Certamente – sottolineano i genitori – la lontananza da casa ha rappresentato motivo di apprensione per molti, inmediatamente superata dalla felicita’ espressa dai volti e dalle voci dei figli in continuo contatto e dalla constante presenza al loro fianco delle docenti  in qualita’ di “vicegenitori”, pronte a sostenerli, richiamarli, incoraggiarli e proteggerli  a seconda dei casi.


I DOCENTI: el aceite y el vinagre
Anche per i docenti coinvolti in quest’avventura, le prof.sse Rotundo Stefania e Mordenti Maria, e’ stata un’esperienza davvero positiva.
“La scuola – affermano le insegnanti – ha dilatato i suoi spazi ed i suoi tempi: non piu’ soltanto lavoro in aula, attivita’ teoriche, orari standardizzati per alunni e docenti, ma contatto con il mondo del lavoro, acquisiszione di competenze trasversali e disciplinari attraverso un approccio pratico e addirittura un tempo-scuola che si prolunga nei pomeriggi e nel periodo estivo. Per noi quest’estate cosi’ speciale, benche’ lontani dalle nostre famiglie in un periodo vacanziero,  e’ stata un’occasione di crescita umana e professionale di cui vedremo i frutti, come un insegnate sa bene, soltanto in futuro quando i semi dell’impegno lavorativo, della convivenza pacifica e dell’apertura culturale sbocceranno. Tutto questo e’ stato possibile – proseguono le professoresse – grazie al sostegno e all’entusiasmo del Dirigente scolastico,   Pigorini Stefania, la quale ha sempre creduto ad iniziative come questa, símbolo di una scuola nuova e al passo con i tempi”.



Insomma, il Progetto “Por tierra de Cervantes” ha rappresentato un’esperienza “impegnativa, nuova ed indimenticabile”, dice Martina Mussi, registrando un grande cambiamento rispetto alle sue abitudini quotidiane: lingua diversa, casa diversa, compagni di viaggio diversi, ma proprio per questi indelebili nella mente e nel cuore.
Anche Vittoria Fuse’ , facendo un bilancio complessivo dell’esperienza, si sofferma su quanto imparato dalla medesima, auspicandosi “di essere maggiormente flessibile e piu’ aperta alle nuove occasioni, senza l’eccessiva paura di abbandonare le vecchie abitudini, con una piu’ alta capacita’ di adattamento”.
Al rientro a Vigevano, i nostri “cavalieri erranti”, come tanti Don Chisciotte della Mancha, racconteranno – dichiara Giada Crepaldi – “del luogo e dei colleghi di lavoro, delle escursioni in pulman per tutta l’Andalusia, dei legami di amicizia creatisi che di certo continueranno” e, per dirla con Samuele Marchini, “VETE CON EL PON”, ossia “vivi pienamente  un’esperienza come quella da me vissuta in Spagna, “PARTI CON IL PON” e tornerai a casa con un bagaglio di bei ricordi e grandi attese per il futuro”.



venerdì 25 maggio 2018

Nuestro viaje a Córdoba

Resoconto di viaggio del soggiorno di studio in Spagna organizzato dall’Istituto Casale con l’Associazione Musicopoli. Grazie al gemellaggio con un Istituto d’Arte di Córdoba, la Escuela Mateo Inurria, 66 studenti dei corsi Turismo  e Amministrazione, Finanza e Marketing hanno condiviso una giornata con i coetanei spagnoli vistando i laboratori di scultura, pittura e falegnameria artistica. Alcuni alunni del Casale hanno presentato, in lingua spagnola, gli aspetti artistici della nostra città  alla presenza di un rappresentante dell’UNESCO e di alcuni esponenti del mondo culturale e produttivo di Córdoba. Molto interessante l’esperienza ‘peer to peer’ realizzata alla Mezquita Catedral e all’Alcazar, il palazzo dei re cristiani: la visita dei beni UNESCO in piccoli gruppi è stata guidata da studenti esperti di storia dell’arte e guide turistiche in formazione.
Prof.sse Broli, Cairo, Dabusti, Rustioni.








Calvino diceva: “d’una città non godi le meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere.”

Córdoba è una di quelle città piene di meraviglie artistiche, storiche e culturali ed è per me stata un grande stimolo a scavarmi dentro. Ho vissuto esperienze capaci di farmi rendere conto, un po’ di più, della persona che sono. La condizione del viaggio è quella di tornare diversi: con l’anima più luminosa e con il proprio bagaglio sempre più pieno.

Ogni luogo costituisce un viaggio dentro di me; ogni città che visito mi rende più ricca, curiosa e felice.

Ognuno di noi ha vissuto in maniera e con spirito differente le diverse esperienze che ci sono state proposte. Io, ogni attimo, l’ho vissuto intensamente.

La semplicità, l’atmosfera e le parole profonde di alcune persone sincere hanno reso poetica questa troppo breve settimana.

Ripartirei domani in cerca di tutto quello che non ho visto ancora.

Ripartirei domani, una seconda volta, per immergermi in quella meravigliosa città spagnola, ad ascoltare attentamente ogni parola che le sue piccole stradine sono capaci di sussurrare.

Gaia Coppola, classe 5 B TUR






Personalmente mi sono divertito tantissimo e indubbiamente ho imparato qualcosa in più, sia in ambito linguistico, ovviamente praticando la lingua, sia a livello più generale, visitando posti nuovi mai visti prima.

Sono stato particolarmente colpito dalla Mezquita, una enorme cattedrale che mi ha immediatamente impressionato all'ingresso.

Ho trovato molto bella e interessante, anche essendo arabo, Medinat al Zahara, città bellissima e piena di cultura come del resto tutta Cordoba, ricca di tradizioni diverse fuse tra loro.
Ringrazio tutti per avermi regalato queste emozioni bellissime e questi ricordi indimenticabili.

Seif Seddik, classe 4 B TUR









RECENSIONE I B AFM di “URSUS: 900 PAIA AL GIORNO”




Venerdì 11 Maggio noi della I B AFM ci siamo recati al teatro Moderno per assistere ad uno spettacolo intitolato “Ursus: 900 paia al giorno. La Vigevano che lavorava in fabbrica.”, organizzato e realizzato da ragazzi e insegnanti della scuola L. Casale con la regia di Corrado Gambi.

Gli attori discutevano, tra scene ed interpretazioni divertenti, della nascita della fabbrica Ursus in Italia e nella nostra Vigevano, uno stabilimento che si occupava della produzione di beni derivanti dalla plastica, tra cui soprattutto scarpe.

Fu un grande aiuto per lo sviluppo del nostro Paese che, uscito devastato dalla guerra, si trovava in una difficile situazione economica; infatti, moltissime persone trovarono lì un impiego.

Nella prima parte dello spettacolo i ragazzi erano in silenzio e mimavano la vita dei lavoratori; successivamente una compagna ha tenuto un divertente monologo con protagonista le calzature, interagendo con noi del pubblico. La parte terminale è stata invece centrata sulla realtà della fabbrica Ursus, sui materiali e prodotti chimici usati e sui metodi di produzione.

Il tema della recita mi ha incuriosito poiché non ero al corrente dell’esistenza della fabbrica e non sapevo quanto fosse stata importante per la storia di Vigevano. Gli attori, nonché nostri compagni, hanno espresso perfettamente questi concetti; soprattutto mi ha intrattenuto la loro naturalità e il loro tono convinto e gioioso. L’inserimento di parti divertenti durante lo spettacolo lo ha reso più gradevole da seguire, ma mi hanno annoiato le descrizioni infinite dei materiali usati per la realizzazione di scarpe perché le ho trovate esageratamente particolareggiate. A parte questo sono contenta di aver avuto questa occasione e spero, in futuro, di averne altre similari.
Valentina di Brisco

Inizialmente Vigevano e L’Italia erano in difficoltà a partire dalla crisi del 1929-1930 e soprattutto dopo la Seconda Guerra mondiale e a Vigevano si producevano scarpe in cuoio; dopodiché anche grazie alla grande richiesta degli acquirenti si iniziarono anche a produrre quelle in gomma e l’azienda che fin dalla fondazione le produceva accompagnò il boom della calzatura in gomma. Con il susseguirsi degli anni le produzioni raggiunsero molti milioni. L’Ursus assunse molte persone disoccupate e Vigevano visse una giovinezza economica. Successivamente varie polemiche e le continue crisi la portarono alla chiusura. Uno spettacolo in alcuni tratti noioso pur se educativo ma molto divertente.
Andrea Galantucci


Lo spettacolo mi ha interessato molto visto che trattava di un argomento diverso dal solito e vicino alla vita della mia città. La mia scena preferita ha come protagonista una ragazza che finalmente riesce a comprare le scarpe dell’Ursus che desiderava fin da bambina. Mi è dispiaciuto molto sapere che la fabbrica è stata chiusa lasciando senza lavoro numerosi operai.
Camilla Belisori

I ragazzi sono stati bravi ad esibirsi davanti a tutto il pubblico del Casale e a recitare uno spettacolo non facile. Lo spettacolo è durato circa un’ora e dieci minuti ed essendoci stati pochi episodi comici è risultato in alcune parti un poco noioso.
Alessandro Piccolo

Lo spettacolo teatrale dell’11/05/2018 è durato un’ora e 10 minuti circa in un’ambientazione semplice ma curata, con interpreti vivaci e trama coinvolgente. Il palco era illuminato dalle luci che insieme alla musica hanno contribuito a rendere l’atmosfera piacevole. Infine, la recitazione era credibile, ma allo stesso tempo comica e divertente. La rappresentazione mi è sembrata riuscita grazie al chiaro messaggio che il regista ha voluto trasmettere con lo scopo di far riflettere su un fatto di storia della nostra città.
Jasmine Ballisai

A me lo spettacolo è piaciuto molto perché si poteva vedere com'erano le condizioni di lavoro del passato e soprattutto è stato bello vedere scene forti, come per esempio quando spiegavano la chiusura della fabbrica, e purtroppo molte persone hanno perso il posto di lavoro.
Niccolò Simbula

Lo spettacolo tenuto dai ragazzi del Casale mi è piaciuto sia per le parti comiche, ma anche per avermi fatto conoscere qualcosa di nuovo riguardo Vigevano e la sua storia passata.
Donato Nigro

Lo spettacolo personalmente mi è piaciuto molto e soprattutto la recitazione degli alunni dell'ITS Luigi Casale; infatti non si sono mai bloccati e non hanno manifestato tensione durante lo spettacolo. In futuro mi piacerebbe vedere un altro spettacolo recitato sempre da loro.
Francesco Veneroni


La parte più bella dello spettacolo a mio parere è stata quella in cui una ragazza si metteva a parlare delle sue scarpe, di quanto fossero belle e comode, dicendo anche che le scarpe sono accessori del tutto personali non come magliette o pantaloni; le scarpe devono infatti essere tue, devono essere comode e devi sentirti bene con loro perché ti devono durare una vita. Mi ha molto interessato comprendere che l’Ursus è stata un simbolo importantissimo del boom economico italiano; il suo logo rappresenta un uomo che teneva il toro per le corna, come sogno di forza e di possenza. Lo spettacolo è stato ben recitato e con un'ottima scenografia.
Daniela Parra

La caratteristica che ha reso lo spettacolo interessante è l’atmosfera allegra creata dagli attori, grazie ad alcune battute e momenti divertenti. Un’altra caratteristica che mi è piaciuta è come gli attori siano riusciti a coinvolgere tutti i presenti mentre raccontavano i fatti avvenuti nel passato riguardanti l’industria Ursus.
Fabio Ibrahimi

Prima di tutto mi è piaciuto come i ragazzi hanno interpretato i lavoratori del tempo all’Ursus e poi mi quando hanno fatto l’intervista ai dipendenti di una volta: ho così compreso le condizioni di vita e di lavoro di un’epoca non lontana nella città di Vigevano.
Enrico Rossi

Lo spettacolo a cui ho assistito riguardava la fabbrica calzaturiera ormai fallita Ursus. Ad interpretare la storia dello stabilimento c’erano un gruppo di ragazzi della scuola Casale. Mi è piaciuto come hanno espresso la storia dell’Italia dopo la guerra inserendo scene divertenti, pur rappresentando le difficoltà economiche del nostro Paese. La recita generale mi ha intrattenuto e l’ho trovata ben organizzata e realizzata.
Octavio Constantin