mercoledì 19 aprile 2017

Sofia Mehmood                                                                                                         1C AFM

Consigli per la lettura de "I delitti della Rue Morgue".


Ciao, mi chiamo Sofia e voglio consigliare la lettura di un libro, “I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allen Poe, tratto da “I racconti del mistero”, edito da Crescere editori, 2016. Personalmente l'ho trovato molto stimolante come racconto, l'autore ha creato una storia che contiene vari elementi in comune con vari generi narrativi: il giallo e l'horror. Il  protagonista, Dupin, è una specie di antieroe, un personaggio comune, ma dotato di una intelligenza eccezionale, accompagnato dal suo giovane amico, che narra la storia in prima persona. Tutto ha inizio in una notte del 1841, in un appartamento al quarto piano di un vecchio stabile in Rue Morgue, dove vengono orrendamente assassinate l'anziana madame l'Espanaye e sua figlia Camille. La porta è chiusa dall'interno e i soccorritori, richiamati dalle urla delle vittime e del loro assassino, devono sfondarla per entrare. La polizia, a questo punto, non sa che pesci prendere, la porta e le finestre dell'appartamento sono state trovate ermeticamente chiuse e i vicini hanno udito, insieme alle urla delle due povere vittime, le imprecazioni dell'assassino proferite in una strana lingua, che nessuno ha potuto riconoscere.Il messaggio che ho inteso nel racconto è che ciò che accade nel mondo reale, per quanto orribile e strano possa sembrare al pubblico, è comunque verificabile, tangibile, estremamente umano e appartenente al corso naturale delle cose. Personalmente non ho letto volontariamente questo racconto, ma sono stata "obbligata" da una pausa didattica, ma devo ammettere che è stata una bellissima esperienza. Mi sono appassionata molto alla storia e, man mano che leggevo, il racconto mi piaceva sempre di più. Trovo che questa storia sia molto piacevole e intrigante e ne consiglio la lettura a tutti. 
Jacopo Festari                                                                                                                         1C AFM
            
                                            Consigli per la lettura: Una discesa nel Maelstrom.

Mi chiamo Jacopo, ho 14 anni, frequento la prima classe, sezione C AFM, dell’Istituto Casale. Mi sono appassionato alla lettura già da un po’ e, ho approfittato di un periodo di pausa didattica per leggere due racconti di Edgar Allan Poe, proposti dal mio docente di lettere:  “La discesa del Maelstrom” e “Il mistero di Marie Roget”, tratti da “I Racconti del mistero”, Crescere Edizioni, 2016. Il racconto è in terza persona, con un narratore esterno onnisciente. Il protagonista è il marinaio che affronta la tempesta; l’antagonista è la natura vista nel suo aspetto più brutale e violento.
Il primo racconto, “Una discesa nel Maelstrom”, narra la vicenda di tre marinai che si imbattono in un’improvvisa tempesta nel mare della Norvegia. La barca viene così sbattuta dai flutti del mare in tempesta e trascinata da fortissime correnti verso il centro di un enorme mulinello, in quella zona, il vortice è conosciuto dai marinai come un fenomeno naturale a cui l’uomo non può sfuggire. Una volta che, per malaugurata sorte, ci si ritrova imprigionati nel gorgo, il proprio destino è segnato. Poe ci narra una storia mozzafiato, e spiega che il vortice, ruotando velocemente, imprigiona le barche in un abisso senza fine, che sbuca al centro della terra. Tutti i marinai vengono risucchiati dal vortice tranne il protagonista della vicenda, il quale riesce a sopravvivere miracolosamente aggrappandosi ad un barile di legno vuoto che gli permette di galleggiare. Questa tragica ed orribile esperienza cambia per sempre la vita del protagonista che subisce una vera e propria trasformazione fisiologica, quasi un invecchiamento precoce.
Consiglio a tutti di leggere questo breve racconto, perché è avvincente, scritto in modo semplice e chiaro, e la storia è molto interessante. Poe unisce il gusto dell’avventura al senso del mistero. Insomma, questo è un racconto per chi è appassionato di libri d’avventura.  


                                     Consigli per la lettura: Il mistero di Marie Roget




Il secondo dei racconti che ho letto recentemente si intitola “Il mistero di Marie Roget” scritto da Edgar Allan Poe. Poe ispirandosi ad un fatto di cronaca nera accaduto a New York, in cui vittima fu la bella Mary Cecilia Rogers, ambienta a Parigi una storia parallela in cui una ragazza di nome Marie viene trovata morta una mattina. L’autore, impersonando il noto Auguste Dupin, basandosi esclusivamente sulle notizie trovate sui giornali dell'epoca, tenta di risolvere l'omicidio in un racconto costituito soltanto da un unico lungo dialogo tra due interlocutori.  Marie Roget è una fanciulla molto nota per la sua bellezza che un giorno scompare per poi ricomparire diverso tempo dopo, giustificandosi dicendo di essere andata a trovare alcuni parenti. Ma quando scompare nuovamente in molti sentono che qualcosa non quadra e, infatti, una mattina viene trovato un cadavere di una ragazza. Alcuni giorni dopo il ritrovamento del cadavere della fanciulla, un gruppo di ragazzini, mentre sta giocando nel bosco sulle rive del fiume, trova casualmente alcuni indumenti femminili, adagiati sopra due grandi pietre; si tratta di una sciarpa di seta, un parasole, dei guanti, un fazzoletto. Sul fazzoletto è ricamato un nome: Maria Roget. A questo punto ci si chiede se i due casi sono forse collegati, e se il corpo ritrovato è proprio quello di Maria. La polizia brancola nel buio e non viene a capo di nulla. All’inizio sembra un caso di semplice risoluzione, in realtà si rivelerà un caso di omicidio molto complesso. Questo racconto ha stimolato la mia curiosità, perché è ricco di mistero e di suspance, tanto che ho cercato di capire, attraverso gli indizi, chi fosse l’assassino. Penso che questo breve racconto abbia tutte le carte in regola per appassionare e divertire anche coloro che non si sono ancora avvicinati al genere poliziesco.    

giovedì 13 aprile 2017

Primo posto al VI Memorial "Andrea Curione"

La nostra squadra di calcio si aggiudica la vittoria del VI Memorial "Andrea Curione" grazie ad una doppietta di Samuel Ragusa.
Complimenti a tutti i giocatori!


Italia-Francia

Il "Casale" a Chateau Thierry per un'esperienza di gemellaggio fra scuole.


Alcuni scatti durante la presentazione del nostro territorio agli studenti francesi.





Complimenti a Eva Favron!





Complimenti alla studentessa Eva Favron della classe 4 A AFM assegnataria della borsa di studio "Lucia Zanetti" da parte di  Soroptimist International .

Fa' la cosa giusta!


La 5A RIM a Milano all'evento "Fa' la cosa giusta!"

domenica 12 marzo 2017

Consigli di lettura dalla II A TUR


"Colpa delle stelle"

Uno dei libri che mi ha colpito in modo particolare è stato "Colpa delle stelle" scritto da John Green.

Narra la storia drammatica e sentimentale di due ragazzi, Hazel Grace e Augustus , entrambi nati ad Indianapolis.

I due si incontrano in un gruppo di sostegno per persone affette da cancro dove ci si può aprire liberamente, raccontando le proprie storie ed esperienze, i propri sogni e le proprie passioni.

E’ amore a prima vista!

Hazel e Gus (soprannome datole dalla ragazza ) si continuano a frequentare, scambiandosi confidenze e obiettivi che loro stessi si propongono di raggiungere in futuro.

Hazel arriva a confessare a Gus che il suo più grande desiderio è quello di andare ad Amsterdam per conoscere il suo autore preferito, Peter Van Houten.

Con la collaborazione dei genitori di Hazel, Gus organizza quindi un viaggio per realizzare il sogno di lei.

Ma questa esperienza non ha il successo sperato dai ragazzi, a causa dell'atteggiamento sgarbato dello scrittore.

Non tutto però è vano, infatti la segretaria dello stesso scrittore, per alleviare la delusione di Hazel, decide di portarli a visitare la casa di Anna Frank.

Tornati ad Indianapolis però purtroppo il cancro di Gus peggiora sempre di più.

Il triste finale nasconde però una luce luminosa…quella delle stelle…a voi il piacere di svelarla.

Questa storia mi ha fatto capire quanto l’amore possa essere forte e superiore rispetto ad ogni ostacolo, anche quello della morte.

Il cancro purtroppo è una delle malattie più brutte ed ancora oggi non lo si riesce a sconfiggere del tutto.

Questo libro mi ha fatto rivivere emozioni forti e molto dolore dato che in passato le avevo già provate a causa della perdita di una persona a me molto cara…

Ho la certezza però che questa persona mi guardi e mi protegga da lassù. Quando penso a tutto ciò mi sento veramente giù di morale, perché è ingiusto il fatto che ti venga portato via qualcuno di così importante in un battito di ciglia…

La cosa positiva è che questa persona rimarrà per sempre nel mio cuore e quando mi verrà da piangere, mi basterà pensare a tutti i bei momenti passati insieme.

Questa storia penso sia una tra le più belle ed emozionanti che io abbia mai letto…dunque consiglio a tutti questa esperienza di lettura.

mercoledì 8 marzo 2017

Consigli di lettura al profumo di mimosa dalla II A TUR


IO SONO MALALA

 

Un libro che ho letto recentemente è stato “Io sono Malala”.

Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012.

La scuola è finta e Malala insieme alle sue compagne è sul bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita.

Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo il suo desiderio di leggere e scrivere perché sin da piccola è stata curiosa e con una gran voglia di imparare.

Per questo deve morire, perché in certi villaggi del Pakistan non è ancora concesso alle donne di leggere e scrivere.

Ma lei non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario, dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Questo libro è la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini e di tutte le donne, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.

 Io sono Malala è un libro che merita qualche parola in più del solito.

Si tratta di una storia davvero istruttiva e credo che tutti dovremmo leggerla per capire quanto siamo fortunati di poter andare a scuola e di poter dire ciò che pensiamo senza poi aver paura di uscire di casa e di essere uccisi da un attentatore.

Questo libro dovrebbe essere dato da leggere a ogni ragazzo della mia età perché capisca che al mondo c’è chi è disposto a morire pur di poter studiare.

Io sono Malala è un libro che DEVE ESSERE LETTO perché regala qualcosa che rende migliori.

 
Ve lo consiglio davvero e vi lascio con quella che forse è la frase più bella di questa giovane e coraggiosa ragazza oggi costretta a vivere lontana dal suo paese:

 

“Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.”

 
Leggetelo, non ve ne pentirete!!!

8 MARZO... MA ANCHE 9, 10, E... SEMPRE !

8 MARZO... MA ANCHE 9, 10, E... SEMPRE !

La festa della donna è stata istituita per ricordare delle operaie newyorkesi morte in un incendio nel 1909. La festa della donna è diventata il simbolo di tutte le lotte attuate dalle donne per rivendicare la propria libertà ed uguaglianza. La festa della donna, per noi da oggi è collegata ad un nuovo nome: Franca Viola.
Le classi IC, IIC, e IIIA tur sono reduci da una mattina di riflessioni sulla questione femminile, su Franca Viola (l’ex diciassettenne di Alcamo grazie alla quale in Italia è stata fatta la legge contro il “matrimonio riparatore” purtroppo solo nel vicinissimo 1981), e sul mondo del teatro, con tre donne in gamba, durante la quale hanno assistito anche ad uno studio sullo spettacolo che si intitola appunto “No. Storia di Franca Viola”. (Per maggiori dettagli sul testo dello spettacolo, potete consultare la pagina fb Lattoria progetto teatrale).

 NO.STORIA DI FRANCA VIOLA (foto di scena da Lattoria progetto teatrale)

FRANCA VIOLA adolescente (foto da Google immagini)

Questo il risultato dell’intervista realizzata da Gian Maria, Lorenzo, Vincenzo e Nicolò (per la festa della donna abbiamo lasciato lavorare i “maschietti”) e rielaborata con la collaborazione delle compagne della IC tur
Intervista a Valentina Cova (fondatrice di Scarpanò, teatro e metodi attivi), Alessia Gennari (regista) e Sara Urban (attrice)
G.M. - Che cosa vi ha spinto a fare questo lavoro?
Alessia:  Nei giorni seguenti la morte di Franca Rame (moglie di Dario Fo, n.d.r.) lessi per la prima volta  un articolo su Franca Viola, e rimasi sconvolta dal fatto che l’articolo 544 (quello che permetteva il cosiddetto “matrimonio riparatore” ed evitava il carcere ai responsabili di stupro qualora sposassero la loro vittima, n.d.r.)  fu abolito solo nel 1981, tra l’altro anno di nascita di Sara (che in scena interpreta appunto il ruolo di Franca Viola, n.d.r.). Franca non era un personaggio famoso e ho fatto qualche ricerca su di lei. [...] Così insieme a Sara Urban, e anche grazie all’aiuto dell’autrice Chiara Boscaro,  abbiamo deciso di far conoscere la sua storia agli studenti. Lo spettacolo è stato distribuito a diverse scuole, anche grazie al contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano.
L. - Perché avete deciso di aprire uno spazio teatrale proprio a Vigevano, invece che in una grande città tipo Milano?
Valentina:  Quando io e Francesco, il mio compagno, abbiamo iniziato questo percorso (dopo l’esperienza presso Teatro Continuo a Padova) volevamo una famiglia, e così abbiamo deciso lavorare a Vigevano  per riavvicinarci ai nonni più “abili”, in quanto fare un lavoro senza orari prefissati, come lo è il nostro, rende ancora più difficile fare il genitore. Non è stato semplice, e ci siamo riusciti anche grazie anche a finanziamenti privati. [...] E poi ci sembrava che Vigevano avesse più bisogno di teatro.
G.M. - Come vi siete conosciute?
Valentina: Nel 2009 ero incinta, ed a letto con la polmonite, e ricevo la chiamata di Alessia che mi propone di fare uno spettacolo “L’isola degli schiavi”: ho dovuto rifiutare. Da li però abbiamo tenuto i contatti, fino al 2012...
Alessia: Io e Sara ci siamo conosciute in treno durante un viaggio; Sara era già un’attrice e io volevo diventare una regista, e così le ho fatto un sacco di domande. [...] In seguito abbiamo deciso di fondare una compagnia chiamata Lattoria, il cui primo spettacolo è stato proprio “ L’isola degli schiavi”. Quando hanno aperto lo spazio di Scarpanò abbiamo iniziato a lavorare insieme.
L. - Perché il nome Scarpanò?
Valentina: Abbiamo scelto questo nome perché qui prima c’era una fabbrica di scarpe; i primi tempi ci venivano a citofonare in continuazione chiedendoci se facevamo le scarpe. Nessuno credeva ad uno spazio teatrale a Vigevano. [...] Un altro motivo è che lavoriamo a piedi nudi per avere più libertà di movimento, e perché per un attore il corpo è molto importante. E poi anche per l’assonanza col nome del personaggio di Zampanò, dal film “la Strada” di Federico Fellini.
G.M. – A cosa state lavorando?
Alessia: abbiamo diversi progetti, e non sempre lavoriamo insieme. Proprio l’8 marzo porteremo in scena al planetario di Torino con uno spettacolo sulla teoria della relatività e la storia d’amore e di connubio professionale fra il celebre fisico Albert Einstein e Mileva Maric.







giovedì 16 febbraio 2017

Un progetto educativo CLIL per l'orientamento dei ragazzi della scuola media



Lo scorso mese di Gennaio, all'interno delle attività di orientamento rivolte agli studenti delle scuole medie della zona, l'Istituto Casale ha proposto diverse mattine di "prova" di attività didattiche che si sono svolte nel nostro istituto per consentire ai ragazzi più giovani di sperimentare dal vivo cosa si studia e come si vive nella nostra scuola.
Il progetto orientamento si è poi associato al progetto CLIL per una particolare esperienza didattica. Nella mattinata del 26 Gennaio, la classe 5A SIA ha realizzato una lezione di prova per i destinatari del progetto.
Così dialogando in inglese, i ragazzi tutors sono stati insegnanti e guide in lingua inglese di una lezione sull'uso delle tecnologie mediante conversazione, giochi, in particolare i ragazzi più grandi hanno creato e somministrato ai più giovani un quiz realizzato tramite Kahoot.it.
Grazie a questo confronto è stato bello osservare uno scambio di esperienze, di sogni, progetti e realtà presenti e future. Qualcuno uscirà da questa scuola terminando i propri studi e qualcuno entrerà a farvi parte...

Per ora una piccola traccia di questo passaggio è contenuta in questa fotografia.

mercoledì 15 febbraio 2017

L'amore ai tempi del Casale-San Valentino, il giorno dopo. Versione 2.A TUR



«…ti vedo scritta su tutti i muri ogni canzone mi parla di te
e questa notte questa città mi sembra bellissima…»
Jovanotti

II A AFM.

Percorrendo i vialoni che ci portano a scuola sui muri degli edifici, sui pilastri dei ponti, vediamo scritte alcune frasi sul tema dell'Amore. 
L’Amore può finire, ma lascia delle tracce che ogni giorno, tutti i giorni, per sempre, riescono a toccare l'animo. In occasione della settimana di San Valentino, presentiamo il nostro personalissimo tragitto dell'Amore….

  
"Amore imperituro".


Vigevano, (Kevin T. e Elisa S.).




Vigevano, (Kevin T., Elisa M., Rebecca M. ed Elisa S.).



Vigevano, (Kevin T., Elisa S., Benchardoud A., Saber E. e Carlos B.)


Vigevano (tragitto di Elisa S.)




Vigevano (tragitto di Elisa S. e Omar S.).




Vigevano (Tragitto di Elisa B e Moustapha B.).




 Vigevano (tragitto di Lorenzo P. e Ibrahim S.).






Cilavegna (tragitto di Elisa B., Moustapha B., Omar O.).




Vigevano (tragitto di Elisa S. e Jacopo A.).




Vigevano (tragitto di Ben S., Lin J., Carlos B., Federico B. e Jacopo A.).



Cassolnovo (tragitto di Tommaso M. e Norma C.). 




Vigevano (tragitto di Tommaso M. e Elisa B.).






Vigevano (tragitto di Giulia P. e Giovanni C.).






Cassolnovo (tragitto di Kevin T.).






Vigevano (tragitto di Giovanni C., Giulia P. e Ait F. L.).









Fine.







lunedì 13 febbraio 2017

Consigli per la lettura dalla II A TUR

“Uno splendido disastro”

“Uno splendido disastro” è il romanzo di Jamie McGuire, che racconta la storia d’amore di due ragazzi di diciannove anni.

Lui, Travis Maddox, non è il classico principe azzurro, ha una compagna diversa ogni notte e corre troppo veloce sulla sua moto.
C’è una precisa definizione per i ragazzi come lui: Travis è il ragazzo sbagliato.
E la protagonista lo capisce subito, subito dopo che i loro sguardi si incontrano e i loro occhi si perdono li uni negli altri, sentendo qualcosa di forte allo stomaco… proprio come quando ci si innamora.
Questo rappresenta un pericolo per lei.
Abby è la classica ragazza seria, innocente e studiosa con tutta la vita programmata e i libri di scuola sotto il braccio.
Abby cerca in tutti i modi di stare alla larga da Travis, ma quando a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a vivere per trenta giorni sotto lo stesso tetto e a condividere la loro quotidianità, Abby conosce un suo lato nuovo, quello dolce e premuroso, pur affrontando istanti di delusione e di rabbia, cercando di capire cosa provi veramente per quel ragazzo e cosa la intrighi di lui.
Ma nonostante la possibilità di conoscere e incontrare ragazzi molto interessati per lei, Abby non è felice. Sente che qualcosa continua a mancarle e quel qualcosa è custodito da Travis.
Travis comprende il vero affetto che lo lega ad Abby, di cui pare sempre più geloso, quasi ossessionato da lei, egoista e prepotente nei suoi confronti.
Abby col tempo comprende dunque che l’unica cosa che le importava davvero era quel ragazzo che aveva lasciato tutto pur di starle accanto, quel ragazzo che aveva smesso di frequentare altre ragazze e che moriva di gelosia per lei.

Ma quell’innocente ragazza nascondeva un grande segreto, del quale  era a conoscenza solo ed esclusivamente la sua migliore amica.
Se si fosse venuto a sapere Travis non l’avrebbe più guardata nello stesso modo…a voi scoprire il finale.
Questo libro mi ha colpita molto, soprattutto per la dolcezza e il modo in cui l’autrice è riuscita a trasmettermi emozioni e sentimenti in maniera realistica.
Non potrei trovare un solo difetto in questa lettura dato che mi ha fatto provare emozioni indescrivibili.
Come la sensibilità di Abby o l’amore espresso da Travis nei suoi confronti ma nello stesso tempo la preoccupazione nei confronti della sua lei.
Un ragazzo così giovane, sicuro di volere quella ragazza dal viso angelico con tenacia e con la volontà di farle capire quanto lei sia importante per lui. Proprio lui, che può avere tutte le ragazze che desidera ai suoi piedi, pretende di voler conquistare l’unica ragazza che non è caduta nel suo vortice come molte altre.
Ho letto questo libro in due situazioni differenti: in un giorno di sole, con nuvole bianche che spiccavano nel cielo azzurro, con i lenti e dolci movimenti del vento che attraversano i rami degli alberi e ne facevano cadere le foglie; e in una giornata di pioggia, immersa nella tranquillità dei miei pensieri, osservando dalla finestra le strade allagate da una pioggia eterna.
Mille pensieri nella testa e un romanzo tra le mani, da sfogliare perdendosi tra le sue pagine, senza preoccupazioni o rimpianti di voler affrontare anche solo per qualche istante una vita diversa dalla propria.

Leggere serve dunque anche a questo, CREDETECI.






Consigli per la lettura dalla II A TUR

“L’alchimista”

Il libro che ho letto e di cui voglio parlare è “L’alchimista” di Paulo Coelho, raccontando in che modo mi abbia positivamente influenzato.
L’ Alchimista racconta la storia di un giovane pastore di nome Santiago che aveva un sogno ricorrente ovvero quello di trovare un tesoro vicino alle Piramidi d’Egitto.
Questa avventura lo porta a superare diversi banchi di prova, come ad esempio un anno intero di lavoro in un negozio di cristalli in cui imparerà a dirigersi nel deserto e dove troverà la sua anima gemella, oppure l’essere derubato da un suo coetaneo di tutto il denaro che possiede e quindi dovrà pensare ad un modo per recuperare a quello che ha perso.
Dopo tante peripezie Santiago riuscirà ad arrivare in Egitto dove scoprirà…a voi scoprire il finale!
Quello che mi ha colpito di più di questo libro è lo spirito positivo che ha il protagonista nel difendere la propria avventura, nel saper reagire alle numerose difficoltà che incontra.
In particolare ciò che mi ha trasmesso questo libro è proprio il fatto che non si tratta di una semplice storia d’avventura ma di qualcosa che ci spinge a riflettere circa il senso della nostra vita.
Ogni uomo ha infatti dei sogni da realizzare e da portare a termine e per ognuno esiste uno scopo che una volta raggiunto porta alla vera felicità.

Il messaggio più importante che ci trasmette questo libro è proprio questo: realizzare i propri sogni e non vivere nel rimorso.


venerdì 10 febbraio 2017

Un'avventura milanese - l'uscita didattica della I B CAT/MODA

Lo scorso 1 febbraio siamo partiti alla volta di Milano, con destinazione Museo Egizio e Triennale.

Appena arrivati al Castello Sforzesco, siamo rimasti molto colpiti nel vedere quanti poliziotti e militari erano stati messi a presidiare Foro Bonaparte; evidentemente in quella zona della città sono state attivate le misure anti-terrorismo.

Il nostro "tour" è cominciato dal Museo Egizio, dove una guida ci ha illustrato i reperti legati al culto dei morti attraverso un interessante percorso tra mummie, sarcofaghi, amuleti, vasi canopi, geroglifici e la statua in calcare bianco del faraone Amenemhat.



Nonostante l'argomento non proprio esilarante, abbiamo trovato il modo per divertirci lo stesso...


Verso le 11.30, dopo aver una breve passeggiata attraverso il Parco Sempione, siamo arrivati alla Triennale e siamo entrati nel grande atrio dell'esposizione: uno spazio luminoso, colorato e straordinariamente moderno.



Una grande scalinata ci ha portato allo sbalorditivo ponte di bamboo, una struttura elegante e flessibile che collega il pianerottolo del primo piano all'ingresso delle sale espositive.




La nona esposizione del Museo del design, intitolata "Women in Italian design", ospita oltre 600 oggetti, tutti creati da designer donna a partire dal 1920. L'allestimento ospita veri e propri capolavori e si articola in più sale.

La prima, intitolata "L'intreccio", è immersa in una penombra rilassante e racchiude oggetti ottenuti intrecciando materiali di ogni tipo: fili, corde, sacchetti della spazzatura... perfino CAPELLI!!! 






Molto particolare l'audio che passa in sottofondo nella stanza: un vociare femminile che ricrea l'atmosfera di un gruppo di donne che lavorano insieme.

Nella seconda parte dell'esposizione, chiamata "Il fiume", centinaia di oggetti di design sono presentati su cilindri rotanti, che rappresentano appunto i ciottoli del fiume della creatività.













Alla fine del percorso, le nostre guide ci hanno portati all'interno di una grande struttura chiamata "La balena", interamente costruita in bamboo.



In questo spazio originale e creativo ci siamo cimentati nella progettazione e nella costruzione, sperimentando sulla base della tecnica utilizzata da Richard Buckminster Fuller per edificare le sue strabilianti cupole geodetiche.



Divisi in due gruppi, abbiamo utilizzato esclusivamente canne di bamboo ed elastici per mettere in piedi strutture che fossero stabili ma allo stesso tempo sostenibili, realizzate cioè evitando sprechi di materiale.









Abbiamo fatto appello alla geometria, alla fisica, al disegno tecnico, al buon senso, alla fantasia e allo spirito di collaborazione e alla fine... ce l'abbiamo fatta!



A questo punto abbiamo lasciato la Triennale, non prima però di aver simulato una passeggiata tra i vigneti grazie ai dispositivi per la realtà virtuale.

Ci siamo infine diretti a piazza Cadorna per una meritata sosta da Burger King e da lì a Porta Genova, dove il treno delle 15.42 ci ha riportati a Vigevano.

La nostra avventura milanese, così intensa e divertente, era davvero finita!